Il sindaco: strada pericolosa giusto installare l’autovelox

Manoppello, De Luca smorza le polemiche sulle 20mila multe in pochi mesi Ma l’opposizione attacca: «In quel punto sono aumentati anche gli incidenti»
MANOPPELLO . «Il nostro servizio di controllo della velocità tramite autovelox, posizionato sulla Statale 5 Tiburtina, è regolare». Lo afferma il sindaco Giorgio De Luca in relazione alle proteste degli automobilisti per l'elevato numero di multe comminate ed in risposta alle considerazioni delle consigliere di minoranza Barbara Toppi e Antonella Faraone e del segretario locale del Pd Alessio Blasioli. «La strada», sostiene il primo cittadino, «è considerata come strada pericolosa dalla Prefettura di Pescara tant’è che esiste il limite di 50 km/h su tutto il tratto di Tiburtina che attraversa il territorio di Manoppello da contrada Valvone fino a Ponte Calabrese e per questo è stato opportuno avviare iniziative di miglioramento che potessero limitarne la pericolosità». De Luca ribatte ancora che «il dispositivo elettronico è tarato per controllare i limiti di velocità con semaforo verde e il rispetto del rosso in modo indipendente e non deve essere visto come uno strumento per fare cassa ma come un deterrente, soprattutto in un tratto stradale molto trafficato (circa 10.000 veicoli al giorno), dove nel passato si sono verificati anche gravi incidenti mortali».
E ancora De Luca comunica che a oggi gli «incidenti gravi sono diminuiti a conferma dello scopo che l'amministrazione si è prefissata con l'installazione dell'autovelox, così come anche le evoluzioni degli spericolati che sfrecciavano con il rosso o facevano inversioni a U».
De Luca, infine, precisa che la Panoramica eviterà il "temuto" semaforo solo per le corse meno frequentate. Per Toppi e Faraone la situazione è ben diversa e dicono di restare ancora in attesa di una risposta da parte del sindaco. «Citando le parole di un esperto», affermano Toppi e Faraone, «se non riesci a far rispettare un divieto, chiediti se il divieto è stato posizionato bene». Lo dicono in relazione ai circa 20mila verbali che hanno massacrato gli automobilisti dall'agosto scorso quando in via sperimentale, per 6 mesi, fu installata l'apparecchiatura. Toppi e Faraone definiscono illegittime la modalità di funzionamento dell'autovelox che «deve effettuare rilievi in maniera disgiunta, e non con lo stesso apparecchio misurare la velocità di transito e rilevare il passaggio con il rosso anche se in tempi diversi, come è stato tarato l'autovelox di Manoppello. Essere sottoposti poi a stringenti controlli», affermano, «mettono in stato di stress gli automobilisti che perdono la concentrazione alla guida, preferendo, come frequentemente avviene, bypassare il rilevatore utilizzando una strada secondaria, via Taverna dell'Alba, accedendovi mediante un pericoloso incrocio dalla Tiburtina. Non certo così si raggiunge il fine della sicurezza stradale». Altra anomalia rilevata «la linea di arresto del semaforo troppo arretrata rispetto alle strisce pedonali e quindi all'incrocio stesso. Tassativamente, secondo il codice della strada sulle intersezioni regolate da impianti semaforici, la linea di arresto deve essere tracciata prima dell'attraversamento pedonale ad un metro di distanza».
Nell'incrocio di Manoppello sta a circa 16 metri e questo induce in errore gli automobilisti che poi vengono inesorabilmente multati. Sulla prevenzione degli incidenti le due consigliere fanno rilevare che l'incrocio è dotato di semaforo intelligente voluto dalla Provincia qualche anno fa. Prima che ci fosse, erano accaduti diversi incidenti, oggi invece si stanno verificando proprio da quando c'è l'autovelox, poiché gli automobilisti timorosi di essere fotografati in fase di attraversamento per la notevole lunghezza dell'incrocio, si arrestano anche quando il semaforo è a luce verde e questo ha provocato nelle ultime settimane qualche tamponamento a catena. Infine, Toppi e Faraone si dicono disponibili a collaborare con l'amministrazione per la ricerca di soluzioni «che possano davvero garantire la sicurezza stradale».

