Il Tar: «Casamatta può riaprire» I giudici danno ragione a Sospiri

11 Marzo 2020

Il Tribunale amministrativo sospende la chiusura del ristorante di via Venezia disposta dal Comune L’amministrazione di Masci chiamata a rivalutare entro trenta giorni l’istanza della società titolare

PESCARA. Casamatta riapre i battenti. I giudici del tribunale amministrativo di Pescara fanno segnare un punto a favore della trattoria di via Venezia per la quale l'amministrazione comunale aveva disposto la chiusura, sospendendo l’efficacia di quel provvedimento dopo la richiesta di sospensiva avanzata dalla società.
Vince quindi la sua battaglia anche l’attuale presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri che, della società “Il Piacere srl” che ha la titolarità di Casamatta, è uno dei soci insieme a Mauro del Pizzo che ne è l'amministratore.
Due i problemi sollevati dal Comune di Pescara nel disporre la chiusura del locale di via Venezia: uno riguardava l’agibilità del locale e l’altro il cambio di destinazione d’uso dello stesso, considerato dal Comune a uso ufficio e non a uso commerciale.
E ieri i giudici del Tar, sciogliendo la riserva dopo la discussione della sospensiva di venerdì scorso, hanno disposto che l’amministrazione riveda la sua posizione.
«I motivi dedotti nel ricorso appaiono sorretti dal prescritto fumus boni iuris - si legge nel dispositivo - dal momento che l’amministrazione intimata, nel dichiarare irricevibile la Scia (la segnalazione certificata di inizio attività) avente ad oggetto “cambio di destinazione d’uso senza opere da uffici a locali commerciali destinati alla ristorazione ed eventi privati, relativamente a una unità facente parte di un edifico ubicato in via Venezia, e relativamente al certificato di agibilità, non ha valutato altresì se l’attività di somministrazione in oggetto possa o meno rientrare nell’ambito delle destinazioni complementari o compatibili e se la notifica richiesta comporti o meno una variazione nel fabbisogno degli standards».
I giudici sostengono dunque che «al danno prospettato dal ricorrente può ovviarsi ordinando all’Amministrazione di rivalutare l’istanza inoltrata dalla società ricorrente entro il termine di trenta giorni».
Il servizio tecnico del Comune dovrà dunque rivalutare tutta la situazione sulla scorta delle indicazioni fornite dallo stesso Tribunale amministrativo.
In sostanza, i giudici amministrativi passano la palla al Comune dando all’amministrazione la possibilità di rivedere una istruttoria che da quanto si legge sarebbe stata carente e risolvere senza l’intervento della magistratura.
Altrimenti il Tar ne discuterà nell’udienza già fissata per il 12 febbraio del prossimo anno.
Una controversia che sembrava sfociare in una sorta di braccio di ferro tra l’amministrazione di centrodestra e Lorenzo Sospiri che è uno dei massimi rappresentanti di questo schieramento politico.
Una tesi che Lorenzo Sospiri ha subito fugato, ribadendo sin dall’inizio che il provvedimento del Comune era la risposta al fatto che non ci sarebbe mai stata nessuna sua ingerenza politica. Era soltanto una questione squisitamente tecnica, anche perché, a detta di Sospiri, in quella palazzina ci sono anche civili abitazioni.
«La zona F3 del nostro piano regolatore», aveva detto l'esponente politico, «prevede anche una sottozona destinata ad altri servizi compresi quelli commerciali». All’udienza si era costituita anche la Soget, proprietaria dell’immobile di via Venezia, tramite l'avvocato Vincenzo Di Baldassarre.
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