Il titolare dell’hotel: «Carlo stava bene»

L’amico Franco: «L’ho visto due giorni prima che sparisse, nutriva una grande passione per i cavalli»
CARAMANICO. «Carlo è una persona splendida, un uomo buono. È uscito per camminare sul sentiero da Caramanico a Decontra che faceva spesso e non è ancora tornato. Non è uomo da colpi di testa, stava bene, in salute. Qui da noi mangiava di gusto il cinghiale di cui era goloso. Credo che abbia avuto un malore che non gli ha dato scampo, altrimenti sicuramente mi avrebbe chiamato per chiedere aiuto». Spera ancora Davide Berrettini, titolare dell’albergo Vincenzella dove l’uomo scomparso alloggiava ogni volta che arrivava a Caramanico in vacanza. Quando racconta dell’amico, Berrettini usa, alternativamente, i verbi al presente e al passato perché non è disposto ad accettare l’addio.
Insieme a lui si fa forza anche l’altro amico di sempre, Franco Zigrossi, milanese che ha scelto da anni di vivere nella Valle dell’Orfento.
«L’ultima volta che ho visto Carlo», racconta Zigrossi, «è stato due giorni prima della scomparsa. Eravamo al maneggio, qui in paese, insieme condividevamo la passione per i cavalli. Lui ci portava sempre il nipotino. Erano le quattro del pomeriggio di sabato scorso. Abbiamo chiacchierato di tante cose, ci piaceva parlare anche di cucina, mai di cose private. Infatti di lui so molto poco, ma siamo amici da anni».
Quel maledetto giorno, Fattiboni è uscito dalla pensioncina intorno alle 17 e si è diretto, percorrendo viale Roma in salita, verso il quartiere dove si trova il complesso del Corpo forestale dello Stato e il museo naturalistico e archeologico dedicato a Paolo Barrasso.
In quest’area è stato istituito il centro di coordinamento delle ricerche del brianzolo che sembra essersi volatilizzato nel nulla.
Lo stesso luogo dove i familiari di Fattiboni passano gran parte del loro tempo in attesa che rientrino le dieci squadre di soccorsi che si alternano a ogni ora del giorno e della notte. Sono persone riservate, i Fattiboni. Anche a pranzo scelgono di rientrare in albergo ad ora tarda per non stare sotto i riflettori dei curiosi.
Francesca Fattiboni, la figlia dello scomparso, azzarda che «forse l’ultima persona a vederlo vivo vicino al ponte è stato Ivo», paesano, amico e titolare di una vineria dove Carlo e Lilly andavano la sera a gustare caffè e ratafìa. (c.co.)
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