Il titolare di Medusa: la rissa un caso isolato

5 Agosto 2015

La questura avvia indagini e il locale rischia la chiusura a tempo. Cotellessa: è la prima volta in 14 anni

PESCARA. Un caso isolato, da 14 anni a questa parte. Così si difende il titolare dello stabilimento Medusa, Nicola Cotellessa, a pochi giorni dalla rissa che si è consumata nel suo locale durante una serata di intrattenimento. Tre persone sono rimaste ferite e otto denunciate per rissa aggravata la scorsa settimana, quando sono venuti alle mani sei clienti di origine albanese, che hanno riferito di non aver fatto niente di strano, e due senegalesi addetti alla sicurezza, che invece sostenevano di aver richiamato i sei clienti perché stavano disturbando delle ragazze. Un episodio che potrebbe costare al locale la chiusura temporanea. Il pensiero è volato subito a Riccione e al caso della discoteca Cocoricò, chiusa per 4 mesi dopo la morte di un sedicenne che aveva assunto ecstasy.

Ovviamente, la vicenda della riviera romagnola è ben diversa da quella pescarese, ma la fine paventata è analoga: sigilli come prevenzione dal ripetersi di episodi di violenza. In realtà, tutto è ancora da decidere. Come spiega il questore Paolo Passamonti, «l'iter amministrativo prevede che laddove si verifica un episodio da sanzionare, il titolare del locale pubblico venga avvisato della possibilità di dover sospendere l'attività. Poi gli interessati verranno ascoltati e si vedrà il da farsi».

La legge prevede infatti che il questore possa sospendere la licenza di un esercizio nel quale siano avvenuti gravi disordini. Il proprietario dello stabilimento però difende il suo locale e anche i suoi clienti: «Mi fa specie che qualcuno abbia dato già per certa la chiusura del Medusa. Evidentemente, ne sanno più degli inquirenti e più di noi. La realtà è un'altra: ci sono ancora delle indagini in corso, noi non siamo stati ancora ascoltati dalla questura e quindi non c'è alcuna imminente chiusura». Poi Cotellessa puntualizza: «E' evidente che si è trattato di un episodio isolato, che sarebbe potuto accadere in qualsiasi posto. Non era mai accaduto prima, in 14 anni che facciamo spettacolo la sera. Quei cittadini albanesi non sapevamo neppure chi fossero. L'abbiamo saputo quando è arrivata la polizia, non li conoscevamo».

Paola Toro

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