Il Tortuga Beach riapre i battenti Vaccaro è il nuovo amministratore

MONTESILVANO. Il Tortuga cambia pelle dopo i tormenti giudiziari e prova a ripartire affidandosi alle mani di Raul Vaccaro, con i fratelli Ivan e Boris, figli del noto avvocato di Chieti Raul. Il...
MONTESILVANO. Il Tortuga cambia pelle dopo i tormenti giudiziari e prova a ripartire affidandosi alle mani di Raul Vaccaro, con i fratelli Ivan e Boris, figli del noto avvocato di Chieti Raul. Il locale sulla riviera resta sotto sequestro preventivo e dunque sub judice, ma gip e procura di Chieti hanno voluto assicurare la continuità aziendale e hanno autorizzato l’affitto per un anno dell’attività alla società amministrata da Vaccaro junior. Così, in attesa dell’apertura ufficiale dell’11 giugno, con dinner show alle 21 e discoteca dalla mezzanotte, sabato scorso c’è stata l’inaugurazione con imprenditori, politici e commercianti, soprattutto di Chieti, a partire dal presidente dell’Ance Angelo De Cesare, e con il pm Gennaro Varone, che proprio sul Tortuga - all’epoca night club - indagò in un’inchiesta che 10 anni fa sfociò in una serie di arresti.
Si volta dunque pagina, dopo gli arresti dello scorso settembre, a partire da quello del patron Mauro Mattucci, e il sequestro di 65 immobili e di 43 conti correnti per 6 milioni di euro, esito di un’indagine con cui gli inquirenti ritengono di aver smantellato un «gruppo criminale» esperto in reati societari e fiscali. Il locale spera ora con Vaccaro di trovare un po’ di pace dopo le turbolenze. Il Tortuga aprì il 10 luglio del 1967. A scommettere su un locale notturno lungo la riviera fu Franco Pola, papà di Roberto e Marco Pola che lo hanno gestito fino al fallimento del 7 maggio 2014. Il successo del primo dancing al confine tra Pescara e Montesilvano, negli anni 60 e 70, fu travolgente, tanto da attirare cantanti del calibro di Peppino Di Capri, Mino Reitano, Bobby Solo. Poi fu il tempo dei politici, degli sportivi e anche dei principi come Alberto di Monaco. Poi, l’operazione della squadra mobile “Drappo rosso” del 2006 contro il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e lo sfruttamento della prostituzione ha offuscato l’immagine del locale, e neppure la trasformazione da night club a discoteca ha evitato il successivo crac, nonostante le serate da tutto esaurito. Con il passaggio a Mattucci, il Tortuga ha puntato sulla ristorazione proseguendo la discoteca. Fino agli arresti e ai sequestri. E ora, la nuova vita.

