Il Tortuga in fiamme: non si esclude il dolo

16 Aprile 2021

L’incendio è partito dal lato della spiaggia, l’allarme dato da un pescatore Sul posto i vigili del fuoco. Il locale è stato sequestrato dai carabinieri

MONTESILVANO. Le fiamme altissime e il fumo nero si fondono con i bagliori dell’alba, sulla spiaggia di Montesilvano. Sono i colori dello stabilimento “Tortuga” che va a fuoco, alle prime luci del giorno di ieri. Un po’ per volta brucia tutta la zona lato mare, divorando l’angolo bar e una parte del salone, compresa la copertura in metallo dell’edificio, andata quasi completamente distrutta. Un incendio del quale non si conosce ancora la causa, e che quindi potrebbe essere di natura dolosa, non essendo stata esclusa alcuna ipotesi, fino ad ora. Un rogo che lascia senza parole perché proprio in questo periodo il “Tortuga” - dalla storia tormentata - si stava preparando a ripartire con la nuova gestione e i lavori erano in corso per l’estate ormai alle porte. Ma le fiamme, che hanno portato a interdire e sequestrare la bella costruzione bianca che svetta verso il cielo, fermano tutto.
L’arrivo dei vigili del fuoco, dopo le 5 di ieri, con uomini e mezzi partiti da Pescara e Montesilvano, ha evitato che andasse completamente distrutto. Ma l’allarme è scattato tardi, perché l’incendio non era visibile dalla strada e inizialmente non è stato notato da nessuno. La segnalazione è partita dal mare, da un pescatore, e dopo quella telefonata al 115 sono arrivati sul lungomare di via Aldo Moro i mezzi pesanti, le autobotti, i pick up con il modulo antincendio e più di 15 uomini, oltre ai funzionari Toni Pesce e Paolo D’Angelo e al personale di polizia giudiziaria del comando di Pescara. Con loro i carabinieri di Montesilvano, che si stanno occupando delle indagini e hanno ricevuto la denuncia del rogo dalla società proprietaria dell’immobile. In attesa di avere indicazioni ufficiali sull’origine delle fiamme, gli uomini dell’Arma hanno già avviato gli accertamenti preliminari.
I vigili sono stati impegnati per ore, nello stabilimento, prima a spegnere le fiamme e ad evitare che si estendessero ulteriormente, e poi a fare sì che non riprendessero. Ma trovare il rogo in stato avanzato ha complicato gli accertamenti per risalire all’origine di tutto: una parte del locale, infatti, è andata completamente distrutta e l’altra, tra salone e cucina, è rimasta danneggiata da fumo e calore. Nessun dubbio sul fatto che le fiamme siano partite nella zona del bar e della veranda in legno, lato mare, dove si sono concentrate bruciando tutto. E proprio lì, ma non solo, sono state effettuate le prime verifiche per capire, ad esempio, se può esserci stato un corto circuito, che non è escluso, o se invece c’è la mano dell’uomo, dietro al rogo che ha messo in ginocchio lo stabilimento. Per questo ieri, grazie alle attrezzature a disposizione dei vigili, è stata monitorata l’eventuale presenza nell’aria di sostanze che avrebbero favorito lo sviluppo delle fiamme. E, ovviamente, si è cercato di capire, con le prime verifiche, se è possibile ipotizzare un corto circuito. Considerato, però, i danni provocati dal rogo, non sarebbero stati trovati elementi certi né in un senso né nell’altro.
Saranno necessari, quindi, ulteriori accertamenti, più approfonditi, per risalire alle cause dell’inferno di fuoco che si è sviluppato dentro uno dei locali più “in” della costa, sempre che sia possibile. E proprio per questo i carabinieri della compagnia di Montesilvano hanno provveduto al sequestro dell’immobile, dove l’attività dei vigili è andata avanti fino a sera anche per le verifiche su impianti e strutture.
Ieri mattina, tra gli altri, hanno raggiunto “Il Tortuga” Daniele Capperi, che guida la nuova gestione, accompagnato dagli avvocati Giuliano e Ugo Milia, e il personale del locale.
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