Il vaccino batte Omicron: salvate a gennaio 3.600 vite

2 Febbraio 2022

Più 100mila contagi rispetto allo stesso mese del 2021. Ma scendono i morti

Tremilaseicento vite. Sono quelle salvate dal vaccino contro il Covid in Abruzzo. Nel solo mese di gennaio. Il vaccino le ha salvate insieme alle nuove cure, come i monoclonali, e alle nuove conoscenze mediche sviluppate negli ultimi 12 mesi. Se nel primo mese del 2022 il tasso di letalità dei morti fosse stato lo stesso del primo mese del 2021 – quando il vaccino era appena arrivato e quasi nessuno aveva una protezione – le vittime abruzzesi sarebbero dovute essere 3.764. Cioè il 3,47% dei 108.495 casi di positività riscontrati dal primo al 31 gennaio. Sono state, invece, 171. Nel gennaio 2021 i morti furono 254, ma i casi decisamente meno: solo 7.316.
L’EFFETTO OMICRON
E L’EFFETTO VACCINO
Nel gennaio 2021 l’Abruzzo stava uscendo dalla seconda ondata del Covid e stava per entrare nella terza. Non si erano ancora viste le fortissime varianti che sarebbero arrivate solo nei mesi successivi e si sarebbero scambiate tre volte il dominio del territorio. Non c’era ancora quella inglese Alfa, né quella indiana Delta, tanto meno la sudafricana Omicron. C’era il virus “originario” che in media, nel mese di gennaio di un anno fa, contagiava 236 abruzzesi al giorno, per un totale di 7.316. Oltre il 10% dei contagiati finì in ospedale: secondo i dati consolidati dell’Istituto superiore di sanità, infatti, furono ricoverate 791 persone in quel mese.
Gennaio 2022 è stato invece quello del picco della quarta ondata, spinta verso numeri altissimi e mai visti prima dalla variante Omicron. 108.495 contagi in un mese, la metà di tutti quelli di due anni di pandemia e 101mila in più dello stesso mese dell’anno precedente, con il picco vertiginoso dell’8 gennaio, quando si sono registrati 5.478 nuovi casi in sole 24 ore. Ma, nonostante numeri così impressionanti dovuti al cosiddetto “effetto Omicron”, il dato dei ricoveri in ospedale è stato in linea rispetto a quello dell’anno precedente: 745 (il dato dell’Iss non è consolidato e si riferisce al periodo dal 1° al 23 gennaio).
Le vittime, seppure ancora tante, sono state comunque meno dell’anno precedente: 254 nel gennaio 2021, 171 nel gennaio 2022.
A fare la differenza è stato soprattutto l’effetto del vaccino. Nel mese di gennaio 2021 la campagna era infatti partita solo per una porzione ridotta e più a rischio della popolazione, che ancora non poteva aver ricevuto la seconda dose che fornisce una copertura completa contro le complicanze del Covid.
Al 31 di gennaio 2022, invece, risulta vaccinato l’81,4% della popolazione abruzzese con più di 5 anni, pari a 1.033.555 persone. Di queste, ben 729.978 hanno addirittura ricevuto anche la terza dose “booster”. Percentuali di copertura sopra alla media per le fasce di età più a rischio: gli ultraottantenni immunizzati sono l’84,28% e i settantenni il 91,10%. Molto alti anche i sessantenni, al 91,10% e di poco sopra al 90,05% dei ventenni, più basse le fasce dei quarantenni, dei trentenni e dei giovanissimi. La parte più corposa della popolazione abruzzese è però quella dei cinquantenni: sono 180.584 quelli che si sono vaccinati, pari all’86,53% del totale, mentre quelli che hanno ricevuto anche la terza dose sono 140.584, pari al 67,11%.
A riempire gli ospedali, in questa fase, sono quindi per la stragrande maggioranza le persone non vaccinate: sono intorno all’80% degli ospedalizzati, come da settimane dicono gli esperti e i medici in prima linea. In Abruzzo al momento sono 136.943 i cittadini non vaccinati, a cui togliere domiciliati fuori regione ed esenti.
Da aggiungere al conto, però, i 53.299 bimbi tra i 5 e gli 11 anni che non hanno ancora ricevuto la prima dose. Per loro però la campagna di immunizzazione con il siero pediatrico è cominciata solo alla fine del 2021.
Gennaio 2021 e 2022:
IL CONFRONTO SUL TERRITORIO
L’area metropolitana pescarese è stata la più colpita dai contagi sia nel gennaio del 2021 che in quello del 2022, quando però i casi si sono moltiplicati per 10. Il primato era abbastanza scontato, visto che qui si concentra la maggiore densità demografica e urbana della regione. Nel primo mese del 2021 Pescara fece quindi registrare 912 casi, mentre Montesilvano 445, nel primo mese del 2022, invece, rispettivamente 9.398 e 4.964.
Discorso diverso per il resto del territorio abruzzese. Se nel gennaio 2021 al terzo posto tra le città figurava Chieti con 327 casi, al quarto Ortona con 290 e al quinto Francavilla al Mare con 235, infatti, nel gennaio 2022 al terzo posto c’è invece Teramo con 4.686, seguita dall’Aquila con 4.477 e poi, solo al quinto posto, Chieti con 3.886. Tra i salti di posizione più vistosi si fanno notare anche quelli di Lanciano (dalla 13ª posizione tra le città più colpite del gennaio 2021 alla sesta nel gennaio 2022) e Vasto e Avezzano (rispettivamente dalla 15ª e 16ª alla settima e ottava).
In generale, nel primo mese del 2021 furono 29 i comuni con almeno 50 casi: a chiudere la lista Tortoreto proprio con 50, su una popolazione di 11.810 abitanti. Nel primo mese del 2022, invece, i comuni con almeno 50 casi sono stati ben 204. A far registrare la soglia minima Barete (623 abitanti, di cui l’8% contagiato durante il mese di gennaio), Torrebruna (746 e 6,7%) e Castelvecchio Subequo (850 e 5,9%).