«Il valore di Verna deriva dai risultati medici e scientifici»

PESCARA. «La notorietà del mio assistito in campo allergologico non dipende dalla sua vocazione alla ribalta, deriva dai risultati professionali raggiunti anche fuori dai confini nazionali». Così, l'a...
PESCARA. «La notorietà del mio assistito in campo allergologico non dipende dalla sua vocazione alla ribalta, deriva dai risultati professionali raggiunti anche fuori dai confini nazionali». Così, l'avvocato Fabrizio Rulli, patrocinante in Cassazione, difensore di Nicola Verna, dirigente medico dell’ospedale pescarese, scrive al Centro per rispondere alle dichiarazioni del direttore sanitario Valterio Fortunato, che nei giorni scorsi, aveva contestato i dati relativi al numero di prestazioni ambulatoriali del reparto di Allergologia denunciati dal consigliere del M5s, Domenico Pettinari, il quale aveva difeso l'operato di Verna.
Pettinari aveva dichiarato che «il reparto, peraltro non più tale da quando è stato declassato da unità operativa semplice ad Hub, ha perso almeno 2mila prestazioni l'anno, tra utenti esterni e interni, su un totale di 13 mila prestazioni», nell'arco degli ultimi tre anni. Fortunato aveva replicato a Pettinari: «Appare fuorviante focalizzare l'attenzione sulle prestazioni di un singolo dirigente oscurando le attività di altrettanto validi professionisti, più avvezzi al lavoro e meno alla ribalta». Chiaro il riferimento a Verna, che ha immediatamente dato mandato al suo legale di "difendere la propria onorabilità». Ma il passaggio chiave della diffida riguarda l’attività del reparto. Secondo Fortunato, il numero delle prestazioni ambulatoriali non è sceso, ma è «rimasto qualitativamente e quantitativamente costante negli ultimi due anni con una adeguata ripartizione fra tutte le strutture: 12.530 nel 2015 a fronte delle 12.364 del 2016. E i dati parziali evidenziano un trend evolutivo di 3.658 prestazioni nel primo trimestre 2017». A questa affermazione ribatte il legale di Verna: «Il numero delle prestazioni allergologiche erogate nel primo trimestre 2017 in ospedale e nei distretti, è di gran lunga inferiore al numero reale. Infatti, dal suo arrivo (novembre 2011 ndc) sono stati per la prima volta effettuati nella Asl di Pescara i test diagnostici per sospetta allergia da farmaci ed è stato notevolmente ampliato il numero dei pazienti seguiti da allergie per il veleno da imenotteri, senza trascurare altre patologie allergiche». Ma «nonostante tali progressi» prosegue l'avvocato Rulli «l'azienda ha deciso di ridurre drasticamente l'orario di lavoro di Verna, non consentendo lo svolgimento di tutte le prestazioni per le quali è necessaria una sequenza di attività diagnostico-terapeutiche che non possono essere fatte in una sola giornata lavorativa. Verna» prosegue il legale, «vanta una fellowship di ricerca al Trauma Center del Brigham and Women's Hospital di Boston, Massachussets, come risulta dal suo curriculum scientifico e dalla stima per la sua attività clinica attestata anche dalle dichiarazioni rilasciate all'Urp dai pazienti della Asl di Pescara». Rulli chiude così: «Le difficoltà organizzative di una azienda pubblica come la Asl non possono essere risolte, nè eluse, gettando discredito su figure professionali come quella di Verna». (c.co.)
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