Il virus non frena: salgono i ricoveri nelle intensive
Occupato il 40 per cento dei posti letto: in Italia, peggio di noi, c’è solo l’Umbria Altri 387 contagiati, metà in provincia di Chieti. Ma è Pescara la città più colpita
I ricoveri nei reparti Covid e soprattutto nelle terapie intensive continuano ad aumentare in modo preoccupante tanto che l'Abruzzo, con quasi il 40%, è la regione italiana con il più alto tasso di occupazione, superata solo dall’Umbria. Ma ciò che si teme ancora di più sono l’aumento di contagi sulla costa e le varianti: a Pescara quella inglese è responsabile del 70% dei nuovi positivi, mentre a Chieti si diffonde quella brasiliana che ha già fatto una vittima accertata.
In questo scenario, che vede un aumento di 1.435 casi nella provincia di Pescara nel giro di una settimana, si apre una inchiesta della procura della Repubblica di Pescara che ipotizza un mancato rispetto dei protocolli anti contagio.
CASI. Nella giornata di ieri i nuovi positivi sono stati 387, di cui quasi la metà nella provincia di Chieti dove tra i nuovi contagiati ci sono anche un bambino di 6 mesi e un uomo di 95 anni. Il rapporto tra test molecolari eseguiti e positivi è stato nella giornata di ieri dell’8,34%
Nelle ultime 24 ore risultano guarite o dimesse 278 persone. Il numero di tamponi molecolari analizzati continua a essere stabile rispetto alla media abruzzese. Ieri i test eseguiti sono stati 4.636 e dall'inizio della pandemia sono stati analizzati complessivamente 704.882 tamponi. I test antigenici giornalieri eseguiti invece ammontano a 4.172.
I COMUNI. Tra i comuni con il maggior numero di contagi giornalieri c’è ancora una volta Pescara con 41 casi, seguita da Chieti con 32, Lanciano 28, Roseto degli Abruzzi 25, Montesilvano 14, Francavilla al Mare 13, San Giovanni Teatino 10. La provincia più colpita dal virus resta quella dell’Aquila con il 4,36% della popolazione contagiata.
I deceduti in un giorno sono stati due, entrambi di Teramo. Si tratta di una 84enne e di un 80enne. In una settimana i morti sono stati 52, mentre i contagi registrati ammontano a 3.040, in quella precedente erano stati 2.578.
RICOVERI. Sembra inarrestabile, soprattutto nell’ultima settimana, l’aumento dei ricoveri che passano da 619 a 642 in 24 ore. Destano particolare preoccupazione le terapie intensive, che salgono a quota 75 su un totale di 189 a disposizione della regione Abruzzo e si avvicinano al numero record di 77 registrato a fine novembre. Al momento il tasso di occupazione dei posti letto è al 39,7%, a fronte di una soglia di allarme del 30%. Nelle ultime ore in rianimazione sono stati occupati due posti in più.
In area medica, invece, ci sono 567 pazienti, cioè 21 in più rispetto al giorno precedente: in questo caso il tasso di occupazione è al 38%, a fronte di un livello di allerta del 40%. I nuovi accessi in terapia intensiva sono stati 5: considerando dimissioni e decessi, sono due posti letti occupati in più. Anche il giorno prima i nuovi ricoverati erano stati cinque.
OSPEDALI. Dall’inizio dell’anno sono finite in terapia intensiva in Abruzzo 210 persone, 49 solo nell’ultima settimana, mentre in quella precedente erano state 30. Fortissima quindi la pressione sugli ospedali, in particolare su quello di Pescara.
Il Covid hospital, infatti, è al completo ed è stato necessario riconvertire altre aree del monoblocco principale. I posti letto che si liberano non sono sufficienti ad accogliere i tanti positivi che arrivano. Per questo motivo, decine i pazienti già trasferiti in ospedali delle altre Asl, in particolare in quello dell’Aquila.
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