Ilaria: «Dal no alla guerra a tante ingiustizie sociali»

3 Maggio 2024

L'AQUILA. L'incontro con il giornalista Michele Santoro, nel 2022, all'Aquila è stato illuminante. Da quel momento per Ilaria Leonardis, 54 anni, aquilana, ex commercialista attualmente impegnata con...

L'AQUILA. L'incontro con il giornalista Michele Santoro, nel 2022, all'Aquila è stato illuminante. Da quel momento per Ilaria Leonardis, 54 anni, aquilana, ex commercialista attualmente impegnata con il compagno Massimo Liofredi, nell'organizzazione di eventi culturali, si è aperta la strada della politica. In modo naturale, dice. Quasi spontaneo. Sarà lei la candidata abruzzese della lista "Pace, terra dignità" che, come sottolinea lo slogan scelto, si basa sui valori fondanti del contrasto alla guerra e ad ogni atto di crimine e violenza.
«La scelta di candidarmi alle elezioni europee di giugno», afferma, «nasce da una grande stima che nutro nei confronti di Santoro e da una conoscenza personale, che va oltre il personaggio pubblico della tv. Ci siamo conosciuti due anni fa, all'Aquila, durante la presentazione del suo ultimo libro: era già scoppiata la guerra in Ucraina e Santoro stava preparando dei monologhi su questo tema. Ne è nata una lunga riflessione sul problema della pace, sulla necessità che il mondo si nutra di pace e, quando Santoro ha pensato di fondare un movimento, sono stata quasi una testimone di questa scelta. La richiesta di candidarmi l'ho percepita come un atto di fiducia e di stima nei miei confronti, ne sono onorata».
Una candidatura che si basa sulla condivisione dei valori espressi dal movimento "Pace, terra dignità". «Raccolgo e condivido appieno il programma di Santoro», evidenzia Leonardis, «la parte in cui mi sento maggiormente coinvolta è relativa al problema delle guerre che continuano ad affliggere l'umanità. Se non si arriva ad una risoluzione dei conflitti è impossibile affrontare tutti gli altri problemi che ne derivano: il debito pubblico, il divario sociale sempre più accentuato, il rincaro dei prezzi che pesa sulle famiglie».
Leonardis ricorda che «l'Italia ha i salari più bassi di tutta Europa, un debito pubblico che ci soffoca», dice, «disuguaglianze sociali sempre più marcate. Il ceto medio è scomparso: oggi chi detiene le armi comanda e questo non è accettabile in una società moderna ed evoluta». Un quadro in cui - secondo la candidata della lista di Santoro - l'Europa può e deve svolgere un ruolo di primo piano. «Nella striscia di Gaza si sta consumando una mattanza», evidenzia Ilaria Leonardis, «non c'è alcuna tutela nei confronti delle donne e dei bambini. Esiste un problema di mutilazioni, di carestia, di fame e miseria assoluta. Ma ciò che arriva a noi non è la rappresentazione perfetta di quanto sta accadendo: anche l'informazione è viziata da una serie di fattori. Il quadro è ben più drammatico rispetto alle immagini che ci vengono sottoposte».
La tematica della pace è il file rouge che accompagna l'intero programma: la pace come base fondante di uno sviluppo economico e sociale più equo. Valori che Leonardis vorrebbe portare sugli scranni del Parlamento europeo "per una visione più equilibrata e un'Europa più giusta». C'è, poi, il ruolo dell'Abruzzo, nello scacchiere delle competenze e delle opportunità: «La mia è una candidatura per il Sud, per l'Abruzzo che è il nord del Meridione», afferma Leonardis, «le regioni del sud necessitano di una serie di agevolazioni per crescere, ma anche di opportunità di sviluppo che possono nascere se si crea un collegamento diretto con l'Europa. Penso ai bandi messi a disposizione dall'Ue. È importante valorizzare le nostre peculiarità, le tradizioni che ci contraddistinguono e che possono rappresentare un valore identitario forte e di crescita collettiva».
Il rimando è ad un Abruzzo di cultura, tradizioni, ambiente che tanto ha da offrire. «Una regione che guarda all'Europa in modo attento», conclude Leonardis, «e che molto ha da offrire in termini di tutela ambientale, ricchezza di patrimonio naturalistico, tradizioni locali che possono muovere lo sviluppo per le giovani generazioni». (m.p.)
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