Impennata di contagi Sono 23 i nuovi casi

22 Agosto 2020

C’è anche un bimbo di 9 anni del Vastese. Sei migranti positivi nella Marsica Da stasera movida sotto controllo e multe a chi non indossa la mascherina

PESCARA. Impennata dei contagi in Abruzzo: 23 i nuovi casi accertati nelle ultime ore. Dopo i 39 positivi del 7 agosto, si tratta di uno dei dati più alti degli ultimi tre mesi. Per vedere numeri così elevati bisogna tornare alla prima metà di maggio, quando l’Abruzzo era ancora in lockdown.
L’età media dei malati si abbassa: a spingere l’epidemia sono i giovani. Proprio per questo sono scattati per il fine settimana controlli rigidissimi rispetto all’utilizzo delle mascherine. Salatissime le multe.
NUOVI CASI. Dal 14 agosto a ieri sono stati 59 i nuovi casi: il totale regionale sale così a quota 3.604. Tredici dei nuovi casi riguardano pazienti residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila, dove il totale sale a 321, cinque in provincia di Pescara (totale 1.663), uno in provincia di Chieti (890) e uno in provincia di Teramo (698). Ci sono poi due nuovi pazienti residenti fuori regione (totale 30) e uno per il quale sono in corso verifiche sulla provenienza (totale 2). Sul dato aquilano pesano sei migranti risultati positivi: quattro sono ospiti del Cas di Civita d’Antino e due in quello di Canistro. Tre casi, inoltre, a Celano: si tratta di una famiglia di macedoni.
ATTUALMENTE POSITIVI. Continua a salire il numero degli attualmente positivi al virus, che sono 21 in più di giovedì e arrivano complessivamente a quota 289. La maggior parte, 258 persone, sono in isolamento domiciliare. Due in più i guariti, che portano il totale a 2.483. Non ci sono vittime recenti.
GIOVANISSIMI. Tra i nuovi positivi c’è anche un bambino di 9 anni residente nel Vastese, ma ancora una volta, sono numerosi i giovani: tra Pescara e provincia, ad esempio, ci sono un 20enne e un 21enne e nell’Aquilano c’è un 24enne.
Movida, vacanze, feste e cene con gli amici, uniti al mancato rispetto del distanziamento sociale e al mancato utilizzo delle mascherine: sono proprio i giovani, in questa fase dell’emergenza, a spingere l’epidemia e a far circolare il virus. Elemento comune tra tre giovani risultati positivi nei giorni scorsi nel Teramano, ad esempio, sarebbe una cena tra ragazzi. C’è una vacanza a Malta all’origine della positività di cinque ragazzi poco più che 18enni residenti in un centro del Pescarese. Ancora una volta una vacanza sarebbe all’origine del contagio di una giovane di Pescara che, prima di sottoporsi a tampone, ha continuato a uscire e a incontrare gli amici.
CONTROLLI E MULTE. Non a caso il ministro della Salute, Roberto Speranza, visti i più recenti dati, con apposita ordinanza ha imposto la chiusura delle discoteche e l’obbligo di indossare la mascherina dalle 18 alle 6, a prescindere dal distanziamento interpersonale, in tutte le aree pubbliche – zone di locali, riviere, centri urbani, piazze – che per natura generano assembramenti.
Un provvedimento rivolto proprio ai giovani, coloro che sembrano i più restii a rispettare le misure di prevenzione. Su disposizione dei prefetti, scattano quindi i controlli, rigidissimi soprattutto nel fine settimana. Decine gli uomini delle forze dell’ordine impegnati già da ieri sera in tutto l’Abruzzo, dal distretto di piazza Muzii a Pescara a tutti i centri urbani e al lungomare delle principali località costiere. La multa, per chi non rispetta la normativa ministeriale, va dai 400 ai mille euro.
FAKE NEWS. Altro fenomeno che si è creato tra i più giovani, complici i social, è quello degli allarmi infondati e delle fake news relative ai rischi per i clienti di locali e di stabilimenti balneari in cui sia transitata una persona positiva al virus. Gli esperti della task force regionale spiegano che «il sistema di tracciamento dei contatti funziona e se qualcuno è stato esposto a rischi viene subito contattato dalle Asl» e ribadiscono che «essere stati in un luogo in cui era presente una persona positiva non è un rischio se si indossava la mascherina».