Impianto rifiuti, il Pd si schiera per il no

Città Sant’Angelo. Nuova assemblea con Ambiente. I residenti: non vogliamo il pattume di Pescara
CITTÀ SANT’ANGELO. Quasi tre ora e mezza di discussione, tra tesi favorevoli e contrarie, toni a tratti accesi, i pareri dei tecnici e le proteste dei cittadini. È andato via così il nuovo dibattito pubblico che l’amministrazione di Città Sant’Angelo ha convocato sul progetto che dovrebbe portare alla costruzione del biodigestore, l’impianto per lo smaltimento dei rifiuti organici da trasformare in biometano. Se da un lato il presidente di Ambiente Massimo Papa, insieme agli ingegneri Giovanna Brandelli, Marco Sciarra, Marco Di Zio, Eleonora Ballerini, Lorenzo Giansante e il dottor Ugo Della Rovere, ha rimarcato i vantaggi di un impianto che andrebbe a costare circa 30 milioni di euro e capace di smaltire oltre 60 tonnellate di rifiuti l’anno, dall’altro i residenti di Piano di Sacco, ma anche altri cittadini del territorio, hanno posto una serie di osservazioni. «Il biodigestore darà energia elettrica a 3.800 famiglie angolane, creando occupazione e indotto», ha assicurato Papa. Ma anche questo non è bastato a chi non vuole vedere sorgere l’impianto a Piano di Sacco: «Perché dev’essere sempre quello il sito dove ammucchiare rifiuti?», hanno sottolineato alcuni dei cittadini intervenuti, tra cui Emidio D’Annunzio, Gianni Bargiglione, Tonia Di Giovacchino e Nino D’Annunzio. «Noi non vogliamo l’immondizia di Pescara, Montesilvano e Spoltore. Trovate altri siti già impattati», hanno incalzato, animando la discussione sia con il presidente Papa che con il sindaco Matteo Perazzetti, il quale ci ha tenuto a sottolineare come «se oggi l’inceneritore di Terraverde è spento è soprattutto grazie al sottoscritto e a quest’amministrazione, che ha condotto una battaglia vinta con due sentenze a favore emesse dal Tar».
Anche il consigliere del Partito democratico Antonio Melchiorre ha preso la parola per chiedere di cambiare il sito su cui costruire il biodigestore. È chiaro che quello di ieri sera è stato un nuovo passaggio all’interno di un percorso che dovrà valutare opportunità e criticità nella realizzazione dell’impianto. Nel frattempo, proprio il sindaco Perazzetti ha assicurato che nel prossimo appuntamento verranno coinvolti anche medici oncologi per capire se la nuova struttura può provocare conseguenze alla salute oppure no.

