Imprenditore da Ballarò: con questo fisco non si vive

21 Gennaio 2015

La protesta del montesilvanese Pietro Odoardi ieri sera in tv: «Pressione al 63%, lavoriamo da gennaio ad agosto solo per pagare le tasse»

MONTESILVANO. Fare impresa in tempo di crisi. È il tema affrontato in tv da Pietro Odoardi, noto imprenditore locale, che ieri sera è stato tra i protagonisti di Ballarò, talk show di Rai3 condotto da Massimo Giannini. Il 70enne montesilvanese, storico dirigente della Cna abruzzese e titolare dell’omonima azienda che produce infissi dal 1968, ha raccontato al microfono del giornalista Vincenzo Campitelli le principali difficoltà avvertite negli ultimi anni, soprattutto a causa della forte pressione fiscale.

«Un dato su tutti: la pressione fiscale nella mia azienda equivale al 63% del reddito. Ciò significa che praticamente lavoriamo da gennaio ad agosto per pagare le tasse», evidenzia al Centro Odoardi che gestisce l’azienda di corso Umberto 32 con il figlio Cristian, ex consigliere comunale. «Nel 2014 abbiamo pagato 14 mila euro di Irap pur avendo chiuso il bilancio con 50 mila euro di perdita», rivela l’imprenditore. «A questo si sommano i 21 mila euro complessivi sborsati per l’Imu e i 12 mila per la Tari. Ed è proprio su quest’ultima tassazione che si sfiora l’assurdo, visto che dobbiamo smaltire quasi tutti i rifiuti prodotti da soli e che da tempo ormai creiamo internamente delle balle per riciclare la plastica ma che non riusciamo poi a consegnarle».

Tra i disagi elencati da Odoardi in materia di rifiuti anche l’eliminazione dei cassonetti nella zona Ex Monti dove, secondo l’imprenditore, complessivamente, le aziende presenti pagano circa 100 mila euro di Tari. «Come se non bastasse, i vigili dovrebbero anche farci la multa perché l’immondizia va conferita solo dopo le 19, quando le nostre aziende sono già chiuse».

Ma la preoccupazione principale è senz’altro legata al futuro dei dipendenti. «Attualmente ci sono 15 lavoratori perché non è stato possibile rimpiazzare le persone andate in pensione», spiega Odoardi, «fortunatamente, lavoriamo parecchio fuori regione. Ma il fatturato negli ultimi anni è sceso del 40-45%, la pressione fiscale è aumentata, e di questo passo non so per quanto ancora riusciremo ad andare avanti».

Odoardi lancia un appello all’amministrazione comunale che dovrebbe avere più attenzione nei confronti delle imprese locali.

«Basta pensare che anni fa ho dovuto rinunciare alle insegne perché mi costavano 1.600 euro l’anno», chiosa l’imprenditore, «e per questo il giornalista di Ballarò ha avuto difficoltà a trovarmi. Figuriamoci i clienti».

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