Imprenditore di Montesilvano nei guai: sequestrati 10 milioni

11 Novembre 2021

È il valore dei beni riconducibili ad Antonio Gentile, 65 anni, impegnato nel settore immobiliare La misura di prevenzione è stata applicata in attesa dell’udienza, fissata per il prossimo gennaio

PESCARA. Un maxi sequestro di beni per dieci milioni di euro, finalizzato alla confisca, è stato eseguito ieri dai finanzieri del Gico di Perugia su disposizione della procura di Pescara, a un imprenditore di Montesilvano, Antonio Gentile, 65 anni, impegnato nel settore immobiliare, e dei suoi familiari. Sequestro che il Gico avrebbe eseguito su alcuni immobili di sua proprietà o quantomeno a lui riconducibili, tra Montesilvano e la Sardegna.
La notizia è stata annunciata proprio dalle Fiamme gialle di Perugia ieri pomeriggio con una nota che anticipava un comunicato che la procura di Pescara dovrebbe diffondere oggi, e che riguarda «il sequestro di beni mobili, immobili, partecipazioni societarie e complessi aziendali a carico di un imprenditore e suoi familiari che ammonta ad oltre 10 milioni di euro». La questione è legata a un’inchiesta, ormai alle ultime battute (potrebbe anche essere già stata chiusa dalla magistratura umbra), avviata a suo tempo dalla procura di Perugia dove, fra gli indagati, figurerebbe anche Gentile, per reati di natura fiscale. Sarebbero stati gli stessi investigatori perugini a chiedere alla procura di Pescara di formalizzare la richiesta al tribunale dell’Aquila, sezione Misure di prevenzione, competente per applicare questo tipo di provvedimenti antimafia. Una misura che può scattare anche senza un procedimento penale aperto nei confronti del soggetto individuato, applicata magari quando quest’ultimo conduce un tenore di vita molto più alto rispetto ai redditi regolarmente denunciati, per cui si sospetta che parte di quei soldi possano avere una natura sospetta e derivare magari dalla commissione di eventuali reati. Il tribunale quindi congela una certa cifra, in questo caso superiore ai 10 milioni di euro, in attesa dell’udienza in contraddittorio tra le parti che il tribunale dell’Aquila competente ha già fissato per gennaio prossimo. Solo dopo l'udienza, i giudici decideranno se passare alla fase esecutiva del sequestro di beni.
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