Imprese agricole senz’acqua, ora è allarme

19 Luglio 2023

A rischio i raccolti in Val Pescara. E nell’area vestina preoccupa la dispersione idrica delle condotte

PENNE. Sos dal comparto agroalimentare della Val Pescara. A lanciare l'allarme è Marco Finocchio, titolare di un’azienda agricola di Loreto Aprutino. «Manca l'acqua, abbiamo un caseificio con 150 ettari di terreni e bestiame. Utilizziamo i raccolti dei nostri terreni per dar da mangiare al bestiame», racconta Marco Finocchio. «Non è solo della nostra azienda il problema, ma di tante realtà che costantemente faticano a portare avanti il lavoro sui campi. Per quanto ci riguarda il problema principale è sui nostri terreni di Manoppello, dove non abbiamo potuto effettuare l'irrigazione per la nascita delle culture in atto. Su quel terreno abbiamo investito 25mila euro tra concimi, sementi e lavorazione del terreno. Abbiamo seminato anche il fagiolino che servirà per le grandi industrie alimentari di surgelati. Il problema è che la vasca C di carico del Consorzio di bonifica centro non arriva ad alimentare il tubo d’irrigazione».
«Eppure per quel terreno paghiamo 200 euro per ettaro per un totale di 12mila euro annui», sottolinea ancora Finocchio, speranzoso che il disservizio possa interrompersi quanto prima. «La vasca di carico B è sporca di fango e vuota, l’irrigatore con un getto irrisorio d’acqua e di conseguenza i nostri terreni sono secchi e senza che il seme sia potuto germogliare», conclude il titolare dell'azienda agricola.
Ma anche nell'area vestina, nonostante l’acqua nei campi non manchi grazie al grande invaso della diga di Penne, ci sono problemi. «Nell’area vestina l'acqua c’è», puntualizza il presidente di Coldiretti Penne, Federico Domenicone. «Il problema grave è la manutenzione delle condutture e la troppa dispersione di acqua. Con le varie rotture delle tubature c'è una dispersione minima del 20 per centp Manca anche un attento monitoraggio sulle linee».
«Quando le rotture avvengono sulle linee principali il problema è grave, ma ci si accorge immediatamente del guasto, mentre sulle diramazioni il rischio è che si intervenga in ritardo e solo una volta che gli agricoltori o allevatori segnalino l'eventuale rottura», conclude Domenicone.
Il comparto agricolo vestino nei mesi scorsi è stato messo al tappeto dalle forti piogge cadute su tutto il territorio. Un maltempo inatteso e violento che, tra gli altri, ha prodotto danni alla viticultura stimati in un 70 per cento della produzione.
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