Imu e Tasi, scoperti in 3 mesi 180 evasori

Partono gli avvisi per i cittadini non in regola con i pagamenti degli ultimi anni, la somma da recuperare è 327mila euro
PESCARA. C’è chi ha versato meno del dovuto e chi, invece, non ha mai pagato le tasse comunali sugli immobili. Ma ora per tutti è arrivata la resa dei conti. Il Comune sta inviando in queste settimane gli avvisi di accertamento ai contribuenti che non sono risultati in regola con i versamenti di Imu e Tasi degli ultimi cinque anni.
Nel lavoro di controllo effettuato dall’ufficio Tributi nel primo trimestre di quest’anno sono emersi 184 cittadini, società e imprese in debito nei confronti del Comune e la cifra da recuperare è addirittura di 327.035 euro. Negli elenchi pubblicati dall’ente figurano contribuenti di ogni tipo: quelli che hanno versato le tasse parzialmente o in ritardo rispetto alle scadenze previste, oppure quelli che non hanno pagato nemmeno un euro. Tanto è vero che i singoli debiti accumulati variano da un minimo di 25 ad un massimo di 31.277 euro.
L’evasione maggiore è quella emersa dagli accertamenti sull’Imu, l’Imposta municipale propria. I contribuenti non in regola sono risultati 167 e gli importi non pagati ammontano a 274.413 euro. Se si aggiungono sanzioni e interessi si arriva a 324.260 euro. Decisamente inferiore l’evasione sulla Tasi, il Tributo sui servizi indivisibili. Le irregolarità riscontrate sono 17 e la somma da incassare è di 2.056 euro che, sommata a sanzioni e interessi, raggiunge i 2.775 euro.
Difficile dire quanto potrà essere recuperato. Il Comune, comunque, sta inviando a tutti questi contribuenti gli avvisi bonari invitandoli a mettersi in regola entro 60 giorni, o a dimostrare agli uffici che le imposte comunali siano state effettivamente pagate come previsto.
Ma gli accertamenti sulle tasse non pagate non sempre consentono di recuperare tutte le somme non versate. Chi non aveva i soldi per pagare i tributi entro la scadenza fissata, molto probabilmente, continuerà a non averli. Tra l’altro, la cifra nel frattempo sarà sicuramente aumentata. In alcuni casi, gli importi risultano addirittura raddoppiati o triplicati. Ad esempio, un contribuente che doveva versare di Imu 1.584 euro, ora si è visto aumentare fino a 2.063 euro la cifra da pagare, di cui 475 euro di sanzioni per omesso versamento e 4,13 euro di interessi. Un altro contribuente che doveva al Comune 9.050 euro di Imu, ora dovrà pagare 2.715 euro in più di sanzioni per omesso versamento, più 109 euro per gli interessi. Totale, 11.875 euro.
Eclatante il caso di un contribuente che doveva pagare di Imu sui propri immobili 392 euro. A causa delle sanzioni, sia per parziale, che per omesso e tardivo pagamento e degli interessi, si vedrà arrivare la richiesta di pagamento di 517 euro.
Più basse le cifre evase della Tasi. Le somme richieste dal Comune con tanto di sanzioni e interessi variano da 40 fino a 393 euro.
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