In 16 chilometri 1.300 ostacoli «Via le barriere per i disabili»

Presentato il Peba, il piano redatto da un team di professionisti su incarico dell’amministrazione Il primo intervento previsto nella zona turistica: lungomare, strada parco, viale Europa e via Marinelli
MONTESILVANO. Mille e trecento barriere architettoniche in appena 16 chilometri di strade cittadine. È un numero che racconta di quanto Montesilvano, città da anni in prima linea per l’inclusione delle persone con disabilità, sia ancora molto lontana dall’essere accessibile per tutti. Ma l’obiettivo dell’amministrazione comunale, compatibilmente con le scarse risorse pubbliche, è quello di provvedere, ogni volta che ce ne sarà l’occasione, a depennare la lunga lista di ostacoli, finora stimati in circa 2 milioni di euro, ma soprattutto a non crearne di nuovi in futuro. A tale scopo, nei mesi scorsi la giunta De Martinis ha affidato a un team di professionisti, capitanati da Leris Fantini, la redazione del primo Piano di eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) cittadino, che ieri mattina è stato presentato agli amministratori, alle associazioni cittadine, alle istituzioni scolastiche e, soprattutto, ai tecnici comunali che da questo momento potranno contare su linee guida per rendere la città adriatica sempre più accessibile.
Lo studio – al quale hanno lavorato, oltre a Fantini, anche gli architetti Vanja Fratini, Elisabetta Schiavone e Sonia Buccione – per il momento si concentra su una porzione della città, quella più turistica, prendendo in considerazione circa 16 chilometri nel quadrilatero compreso tra il lungomare, la strada parco, il confine con Pescara e quello con Città Sant’Angelo, con due sole eccezioni, viale Europa e via Marinelli, che sono state analizzate fino all’intersezione con la nazionale.
È in questa zona che i tecnici hanno evidenziato ben 1.300 ostacoli che rendono difficile, se non impossibile, la normale percorribilità non solo per le persone con disabilità, ma anche per gli anziani, i genitori con il passeggino e chi si trova a vivere in una condizione di scarsa mobilità, seppur temporanea. Ma non solo.
Il Peba di Montesilvano, infatti, rappresenta il primo documento nel suo genere, in Italia, che contempla anche gli ostacoli sensoriali per le persone affette dai disturbi del neurosviluppo, come ad esempio l’autismo. Per superare tali ostacoli, il Piano prevede l’installazione di un’apposita segnaletica per la comunicazione alternativa aumentativa.
«Un tema importante da mettere in luce è anche quello della sicurezza», evidenzia Fantini, «perché eliminare gli ostacoli significa anche rendere una città più sicura, migliorando la mobilità e l’autonomia di chiunque. Bisogna evidenziare, però, che il Peba da solo non funziona se non c’è la volontà politica, da parte delle amministrazioni, di dare continuità a questo strumento».
Fantini evidenzia anche la necessità di riportare il Peba all’interno degli strumenti urbanistici già esistenti sul territorio, ad esempio con una revisione del regolamento edilizio o dei piani urbanistici. «Siamo molto soddisfatti di aver portato a compimento l’iter del Peba che verrà approvato, credo e spero all’unanimità, nel prossimo consiglio comunale», commenta il sindaco Ottavio De Martinis. «Questo primo studio prevede la possibilità di rendere accessibile tutta la zona costiera. Ma questo piano è determinante anche in vista dei lavori che effettueremo».
Soddisfazione è stata espressa anche dal consigliere delegato alla disabilità, Giuseppe Manganiello, e dal presidente dell’associazione Carrozzine determinate, Claudio Ferrante: «Montesilvano è diventata un riferimento nazionale per le politiche dell’accessibilità, grazie a un lavoro continuo e costante per analizzare, rilevare e progettare. Ora occorrono dei fondi che portino a compimento il lavoro svolto».

