In 500 alla festa in spiaggia, scatta il blitz

12 Luglio 2021

Dopo una segnalazione, la polizia interrompe il ritrovo non autorizzato. Fuggi fuggi generale, è caccia agli organizzatori

PESCARA. La paura dei contagi sembra sparita, con l’arrivo dell’estate e del caldo che fanno apparire il virus ormai lontano. Lo dimostrano i balli negli stabilimenti balneari scoperti venerdì sera dalla polizia in città - nonostante l’attività di discoteca non sia consentita - e lo dimostra il beach party abusivo che sempre la polizia ha interrotto ieri notte, alle 3.20, sul lungomare sud, nel tratto di spiaggia libera tra il porto turistico e la stele dedicata a d’Annunzio. Lì si sono ritrovati circa 500 giovani, tra cui moltissimi studenti universitari, che sono scesi in spiaggia a gruppi. Ognuno ha portato con sé le bevande alcoliche da consumare in compagnia e la musica, che faceva da sottofondo alla festa abusiva. Ma l’arrivo dei poliziotti ha interrotto il ballo.
La sala operativa della questura ha ricevuto la segnalazione da chi si è accorto del beach party e ha fatto intervenire le pattuglie, coordinate da Davide Zaccone. Gli equipaggi si sono trovati di fronte una marea di giovani ed è stato sufficiente che arrivassero le auto della polizia per creare un fuggi fuggi generale impossibile da bloccare, considerata la grande quantità di persone che si è allontanata in massa dalla battigia per evitare il controllo.
La scoperta della festa ha dato il via a una serie di accertamenti per cercare di risalire agli organizzatori di questo appuntamento notturno che potrebbe essere stato organizzato volutamente, in violazione delle regole anti-Covid, in un tratto di spiaggia libera e alle spalle di un edificio, per rendere il ritrovo meno rintracciabile. Ma non è servito a molto perché il party è stato comunque scovato e interrotto così come sono state scoperte le serate danzanti che venerdì sono state promosse in due stabilimenti balneari della città mentre in un terzo veniva diffusa la musica, senza autorizzazione. Il governo non ha ancora dato il via libera all’apertura delle discoteche ma in due lidi sono state comunque trovate delle persone assembrate che ballavano per lo più senza mascherina. La polizia amministrativa, che si è occupata dei controlli, ha spento la musica per cinque giorni nei due stabilimenti dove si ballava, consentendo lo svolgimento delle altre attività, e ha elevato la sanzione. Nello stabilimento dove nessuno era in pista ma la musica era comunque accesa (pur non essendo stata autorizzata), è scattata la multa. Facendo il punto sui controlli del fine settimana, che riguardano le zone della movida dove si ritrova un numero consistente di persone, la questura invita a «rispettare le regole tuttora vigenti in tema di distanziamento, evitando pericolosi assembramenti» che, inevitabilmente, si creano in strada o negli stabilimenti nelle ore dedicate al tempo libero e al divertimento. La presenza delle pattuglie serve a «scongiurare comportamenti a rischio per la sicurezza e la saluta pubblica», sottolineano sempre dalla questura dopo il quarto intervento in poche ore sul lungomare per interrompere situazioni pericolose.
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