In Abruzzo altre 12 vittime e 348 contagiati in 24 ore

Il virus continua la sua corsa, aumentano i ricoveri e cresce la pressione sugli ospedali Ressa per i tamponi ieri a Pescara. La Asl avverte: ci si può infettare mentre si fa la fila
PESCARA. Ancora dodici morti in Abruzzo. Giorno dopo giorno, il virus corre sempre più velocemente. Sono 348 i nuovi casi accertati nelle ultime ore. Sempre più preoccupante la situazione in provincia dell'Aquila, dove il contagio si diffonde rapidamente. Aumentano i ricoveri e, di conseguenza, cresce la pressione sugli ospedali. I numeri, però, al momento sono gestibili: è in prospettiva che il trend in crescita preoccupa gli addetti ai lavori. A Pescara ressa e coda per i tamponi, ma la Asl invita gli utenti alla prudenza: «C'è il rischio di contagiarsi mentre si è in fila».
ANCORA MORTI
Il bilancio ufficiale delle vittime sale a 524. Dieci i decessi recenti segnalati nel bollettino ufficiale della Regione Abruzzo: tre persone residenti in provincia dell'Aquila, due in provincia di Chieti, uno in provincia di Pescara, uno in provincia di Teramo e tre fuori regione. Si tratta di un 66enne, di un 70enne, di un 72enne, di un 81enne, di una 83enne, di un 84enne, di un 85enne, di una 91enne, di una 92enne e di un 93enne. Diversi i comuni di provenienza, dall'Aquila a Giulianova, da Avezzano a Bussi sul Tirino. Due dei decessi, il 66enne e la 83enne, riguardano il focolaio della Rsa dell'istituto Don Orione di Avezzano, interessato da oltre cento contagi, la maggior parte dei quali riguardanti gli anziani ospiti. In serata arriva al notizia di altri due decessi: un 90enne di Celano ospite in una Rsa di Trasacco e una 80enne di Capistrello morta all'ospedale di Avezzano.
NUOVI CASI
Sono 348 i nuovi casi accertati nelle ultime ore. Sono emersi dall'analisi di 3.204 tamponi: è risultato positivo il 10,86% dei campioni analizzati. Il totale regionale sale a quota 8.414: 2.215 sono residenti o domiciliati in provincia dell'Aquila (+190 rispetto a domenica), 1.647 in provincia di Chieti (+66), 2.493 in provincia di Pescara (+42), 1.927 in provincia di Teramo (+74), 56 fuori regione (invariato) e 76 (-26) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza. Dei nuovi casi, 149, cioè il 42,8 per cento, sono riferiti a tracciamenti di focolai già noti.
LE ETÀ E LE CITTÀ
Tra i nuovi pazienti, il più giovane ha appena tre mesi ed è di Teramo, il più anziano ha 96 anni ed è di Avezzano. I positivi con meno di 19 anni, cioè in età scolare, sono 53: 22 in provincia dell'Aquila, 15 in provincia di Teramo, otto in provincia di Pescara e sette in provincia di Chieti. A Francavilla al Mare sono in quarantena, dopo che un'educatrice è risultata positiva, 40 bimbi iscritti in un asilo nido. È ancora una volta L'Aquila la città con più nuovi casi: sono 43 i contagi recenti. Seguono Avezzano (22), Pescara (16), Teramo (15), Celano (13), Montorio al Vomano (12), Chieti (10), Bellante (9), Capistrello (9) e Ortona (8).
L'AQUILA E TERAMO
Il dato della provincia dell'Aquila, con 190 casi in più rispetto a ieri, cresce rapidamente e arriva a 2.215 positivi complessivi: il 26 settembre erano 617 e il 12 ottobre 856, numeri in base ai quali L'Aquilano è sempre stato ultimo nella classifica regionale. Nel giro di un mese i casi sono aumentati del 260% circa. Il dato aquilano, a questi ritmi, nel giro di pochi giorni potrebbe superare quello della provincia di Pescara, considerata il territorio più colpito del centro Sud Italia nella prima fase della pandemia. Il Pescarese e più in generale l'area metropolitana, nonostante numeri non da poco, sembra stiano reggendo bene rispetto alla scorsa primavera. Il virus, d'altronde, all'inizio della seconda ondata sta colpendo soprattutto le aree interne. Numeri in rapida crescita, infatti, anche nel Teramano. A Montorio, ad esempio, i contagi salgono a 130: negli ultimi quindici giorni sono stati eseguiti più di 700 tamponi nell'ambito di una massiccia attività di tracciamento. A Giulianova, invece, nelle prossime ore saranno eseguiti 230 tamponi nella struttura sociosanitaria della Piccola Opera Charitas dove 17 ospiti disabili sono risultati positivi. A Roseto degli Abruzzi, poi, il sindaco ha chiuso una scuola elementare dopo la positività di alcuni insegnanti.
PRESSIONE OSPEDALI. Con il trend del contagio in rapida crescita, cresce il numero dei pazienti con sintomi acuti e, di conseguenza, aumentano i ricoveri negli ospedali. Gli attualmente positivi al virus sono 278 in più e salgono a quota 4.363: 249 pazienti (+4 rispetto domenica) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva e 21 (+3) in terapia intensiva. Gli altri 4.083 (+261) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Aumenta, quindi, la pressione negli ospedali, che si ritrovano spesso a dover gestire l'arrivo di più pazienti. Oltre cento i posti letto occupati da soggetti Covid positivi negli ospedali di Avezzano e L'Aquila. Visti i tanti positivi che si presentano in pronto soccorso, servono posti letto e proprio per questo la Asl provinciale sta cercando di riconvertire i reparti meno affollati degli ospedali. Al policlinico di Chieti sono ricoverate 47 persone; sotto pressione il pronto soccorso, che deve gestire i pazienti in arrivo in attesa del ricovero. Diciassette i malati di Covid-19 ricoverati a Vasto. Al Covid Hospital di Pescara, invece, ci sono poco più di cento persone: a livello strutturale non ci sono problemi ad allestire altri posti letto, ma tutto dipende dal personale a disposizione.
RESSA PER I TAMPONI
Proprio a Pescara, ieri mattina, si sono registrati file e caos per l'esecuzione dei tamponi. Decine e decine le persone in coda a distanza ravvicinata. Le immagini dell'episodio hanno fatto subito il giro del web. Al punto che la Asl ha lanciato un appello alla responsabilità individuale. «C'è il rischio di contagiarsi mentre si fa la fila per i tamponi. C'è chi non rispetta l'orario dell'appuntamento e, soprattutto, non viene rispettato il distanziamento sociale, pur essendo tutti consapevoli di quanto sia importante mantenere le distanze», dice il direttore sanitario facente funzioni, Antonio Caponetti, che aggiunge: «Il personale è impegnato a fare i tamponi e non può gestire le file, anche perché tutti ormai conoscono le misure di sicurezza».
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