In allarme i marchi made in Fucino

Imperatore (Confindustria): ripercussioni solo sulle piccole imprese
L’AQUILA. Nella provincia dell'Aquila, l'applicazione dei super dazi americani potrebbe avere ripercussioni su quei prodotti locali che, col marchio del made in Italy, hanno avuto un boom di vendite negli ultimi anni, proprio negli Stati Uniti. E la zona che rischia di più, per la presenza di grandi marchi che esportano, è quella della Marsica e del Fucino. Discorso diverso per l'industria e il manifatturiero, dove i pericoli potrebbero riguardare il settore farmaceutico, che comunque ha le spalle ben coperte. «Le aziende aquilane che esportano il loro marchio negli Stati Uniti», spiega il segretario generale di Apindustria Massimiliamo Mari Fiamma, «sono dislocate per lo più nella Marsica: si tratta di prodotti che provengono dal Fucino, come gli ortaggi, prodotti in maniera industriale, e di altre tipicità, come pesti di olio o peperoni, che hanno conquistato il mercato statunitense. Personalmente ritengo che quella dei dazi sia una minaccia remota, ma nel caso ad avere problemi potrebbero essere soprattutto le medie imprese, non le grandi». Anche secondo il direttore di Confindustria Carlo Imperatore, «il settore eventualmente a rischio, nel nostro territorio, è quello agroalimentare o le piccole imprese, di natura artigianale, che si sono fatte un nome oltreoceano. Sul fronte della grande industria, se pensiamo per esempio al nostro polo farmaceutico, non vedo possibili ripercussioni». (r.s.)

