In arrivo quasi 900 mila euro per gli adeguamenti sismici

23 Ottobre 2017

PESCARA. Scuole insicure, qualcosa si muove. Arrivano 866mila euro per adeguare, dal punto di vista sismico, quattro edifici abruzzesi. La somma più consistente è destinata a Pescosansonesco ma nella...

PESCARA. Scuole insicure, qualcosa si muove. Arrivano 866mila euro per adeguare, dal punto di vista sismico, quattro edifici abruzzesi. La somma più consistente è destinata a Pescosansonesco ma nella breve lista compaiono anche Casacanditella, il paese del Chietino travolto dall’inchiesta sul sindaco, quindi San Valentino e Tossicia. Con il decreto del 20 luglio 2017, numero 511, dalla lunga intestazione: "Ripartizione delle risorse, relative all'annualità 2016 e 2017, destinate all'attuazione di interventi di adeguamento strutturale ed antisismico degli edifici del sistema scolastico, nonché alla costruzione di nuovi immobili sostitutivi degli edifici esistenti", il Ministero dell'Istruzione ha concesso 866.058 euro per cofinanziare interventi di adeguamento sismico o nuova costruzione di edifici scolastici pubblici a rischio terremoto. Le risorse assegnate alle singole Regioni e alle Province autonome tengono conto dei differenziati livelli di rischio sismico che caratterizzano i territori. La somma complessiva stanziata è di 26.404.232 euro, relativa alle annualità 2016 e 2017. La quota che spetta all’Abruzzo è stata ripartita, spiegano dalla Regione, secondo le priorità individuate all'interno del Piano triennale di edilizia scolastica. Ed è suddivisa (vedi la tabella) tra i quattro Comuni prescelti, due del Pescarese, uno del Teramo e uno del Chietino. Gli interventi di adeguamento sismico riguardano la scuola dell’infanzia di Casacanditella (l’importo erogato è di 207.974 euro), la scuola secondaria di primo grado di San Valentino in Abruzzo Citeriore (importo 250mila euro che copre l’intero costo del progetto), e le scuole dell’infanzia di Tossicia (109.841 euro) e Pescosansonesco (298.243 euro). Ma l’inchiesta su 417 scuole abruzzesi svolta a settembre dal Centro ha però svelato numeri drammaticamente alti: nove su 10 sono poco sicure. Occorrono altri fondi. (c.s.)