In bici su piste ciclabili come sentieri di campagna

Di fronte al porto turistico il tracciato è sbiadito, consumato e poco invitante In via de Nardis difficile convivenza con auto e pedoni, rischi in viale Primo Vere
PESCARA. Sembra un sentiero di campagna, la pista ciclabile del lungomare Colombo, che scorre, nelle due direzioni di marcia, davanti al porto turistico “Marina di Pescara”.
Si tratta di un marciapiede, separato da una lunga aiuola di oleandri, a tratti colorato di rosso. Mentre la restante parte è sbiadita nei colori, brecciata e con residui di vecchio asfalto. L’attraversa in bici Angelo Pellicciotta, in direzione della ruota panoramica, e commenta: «È un sentiero più che una pista, un tratto fastidioso da percorrere sulle due ruote».
Un «marciapiede trasformato in pista che si può sistemare», precisa il «semplice cittadino» Enzo Del Vecchio, «in altre parti d’Italia i tratti ciclabili stanno messi peggio dei nostri». Gianluca Trivellone se la prende calma. Va a Francavilla in sella alla sua bici: «Questo tratto è piuttosto malmesso, ma altri punti pericolosi sono su viale Primo Vere, all’altezza di via Celommi». Proseguendo in direzione Francavilla, la pista di via De Nardis, vicino a piazza Le Laudi, è promiscua, attraversata da pedoni e bici insieme. Il pericolo viene sottolineato dalle sorelle Marilina e Cristina Delle Rose, che passeggiano sulla pista: «Le bici sfrecciano a gran velocità. Fanno paura. E oltre a tentare di evitare i pedoni, devono pure fare attenzione ai passi carrabili». Sulla stessa via De Nardis, all’altezza di via De Titta la piazzetta Canto Novo è stata restituita ai cittadini col look rifatto. Asfalti nuovi anche intorno al tratto di pista ciclabile che taglia «pericolosamente», in due via De Nardis. Lungo viale Primo Vere, all’altezza del fosso Vallelunga, le automobili entrano ed escono dai cancelli e attraversano la striscia di pista ciclabile rossa (disseminata di specchietti allo scopo di consentire una maggiore visuale) per immettersi sulla strada. Lungo lo stesso tratto, Federica De Luca, una turista veneta in bici, schiva i lunghi rami di una palma. Piste dissestate sono anche quelle di viale D’Annunzio e viale Regina Elena. (c.co.)

