In casa centinaia di false griffe: scoperto il rivenditore, nei guai

Nell’appartamento cinte, borse e vestiti contraffatti, pronti per il commercio su Internet e in strada Il comandante Caputo: attenti a comprare capi non originali, sono fabbricati senza criteri di sicurezza
PESCARA. Aveva trasformato un appartamento in centro in una boutique del falso. C’erano centinaia di capi e accessori fra maglie, giubbini, borse, cinture, portafogli, tutti contraffatti, copie false di noti brand della moda nazionale e internazionale quali, ad esempio, Woolrich, Luis Vuitton, Burberry, Prada, Chanel, Dior, Ralph Lauren, Yves Saint Laurents. Capi e accessori destinati ad essere venduti in strada, ma anche on line e nei negozi.
Denunciato dai finanzieri del comando provinciale, diretti dal colonnello Antonio Caputo, con le accuse di contraffazione e ricettazione, un senegalese, con precedenti specifici. L’operazione è stata condotta dai baschi verdi del gruppo di Pescara nell’ambito del piano d'azione “Stop Fake”. Nell'abitazione, nel corso della perquisizione, le fiamme gialle hanno trovato decine di scatoloni pieni di borse e vestiti, dalla composizione del materiale e dalla manifattura altamente scadenti, oltre che privi dell’indicazione del prezzo di vendita. E questo perché, molto probabilmente, destinati a essere venduti per strada. La merce era sprovvista delle etichette necessarie a certificare l’azienda produttrice autorizzata dalla casa madre a detenere i diritti di tutela dei marchi riprodotti. Una parte dei prodotti aveva già i marchi falsi apposti, in altri invece dovevano essere applicati. L’appartamento era diventato un magazzino in cui gli articoli di abbigliamento venivano stoccati prima di essere messi in commercio abusivamente. Tutta la merce è stata sequestrata e ritirata dal mercato.
«I prodotti del settore d’abbigliamento dei grandi marchi di lusso, specie quelli Made in Italy», spiega la finanza, «risultano tra le principali categorie di articoli prodotti dalla filiera del tarocco, gestita dai contraffattori dell’alta moda per conseguire illeciti vantaggi economici a scapito dei consumatori, i quali acquistano incautamente e senza garanzie dei più elementari standard di sicurezza». A confermare la tendenza, l’ultimo rapporto del ministero dello Sviluppo economico che attesta come la moda risulti essere tra i settori più colpiti dal business della contraffazione: solo negli ultimi dieci anni, la guardia di finanza e l’agenzia della dogane hanno sequestrato quasi 110 milioni di articoli di abbigliamento e accessori contraffatti.
Di qui l'appello del comando provinciale a «fare attenzione all’acquisto di beni contraffatti altamente nocivi per la salute e l’ambiente, in quanto non fabbricati nel rispetto dei criteri di qualità e sicurezza e, spesso, realizzati con materiali tossici».
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