In centinaia in fila per ore per ottenere un impiego

Folla al Carlton per i colloqui: giovani, coppie e ultra 50enni rimasti senza posto
PESCARA. In fila per ore per partecipare a un colloquio di lavoro. In centinaia, ieri, hanno partecipato alla giornata di selezione del personale organizzata a Pescara da Lidl Italia. Sono rimasti a lungo davanti e dentro l’hotel Carlton, sul lungomare, presentandosi anche prima dell’orario fissato. E hanno atteso a lungo prima di entrare nella struttura alberghiera, affollando la scalinata dell’hotel e il marciapiedi. Poi, una volta dentro, hanno compilato un questionario e aspettato il proprio turno. La molla che ha spinto i candidati era identica per tutti: essere scelti (e assunti) dalla famosa catena di supermercati che conta 600 filiali in Italia, dove è arrivata a marzo 1992. Una speranza che ha spinto molti adulti a provarci: non c’erano solo giovani che si affacciano al mondo del lavoro ma tante persone già avanti con gli anni.
Valentina Leonzi, 33 anni, disoccupata è arrivata un po’ prima dell’orario previsto, cioè le 10, ed è uscita dal Carlton alle 13.15. Nessuna ansia, nessuna preoccupazione. «Sono venuta in tranquillità, per crearmi la possibilità di un posto di lavoro. E il colloquio mi è piaciuto perché mi sono trovata davanti una persona aperta, che mi ha spiegato la sua carriera, mi ha fatto presentare e poi mi ha fatto fare delle domande, in realtà diverse».
La mattinata in hotel non è stata semplice, per i tempi di attesa. E non sono mancate le polemiche, al punto che qualcuno ha deciso di abbandonare l’impresa. «Dopo 4 ore di fila», racconta una giovane donna della provincia di Teramo disoccupata da 2 mesi, «ci hanno detto che era inutile rimanere lì per altre 3 o 4 ore perché non avrebbero fatto in tempo a selezionare tutti. E ci hanno invitato a tornare nel pomeriggio oppure a lasciare il curriculum per essere richiamati successivamente. Io ho fatto così perché non sarebbe stato possibile tornare la seconda volta». Alessio Barattieri, 20 anni, di Silvi, si è presentato alla selezione con la speranza di cambiare vita perché lavora come magazziniere «a una temperatura di meno 28 gradi e il fisico comincia già risentirne», nonostante l’età. Ma non si fa illusioni sul risultato della selezione e preferisce stare con i piedi per terra, ricordando come è andata altre volte.
Salvo, 47 anni, è partito da Teramo con la moglie Lucilla, e entrambi hanno effettuato il colloquio puntando a posizioni lavorative diverse. Lui è un consulente, lavora per le aziende, mentre la moglie fa lavori saltuari. «Vorrei cambiare e diventare capo area della Lidl perché quello che faccio non è abbastanza gratificante», dice Salvo, elegante nell’abito blu, dopo aver incontrato il suo selezionatore. «È la prima volta che partecipo a un appuntamento del genere. Di solito accompagno mio figlio a fare queste cose. E direi che la scelta dell’hotel è azzeccata: è un buon biglietto da visita per l’azienda. L’attesa non mi ha spaventato più di tanto. Ero pronto, da questo punto di vista: d’altronde sono attese 1200 persone in tutta la giornata. Ma per la posizione a cui aspiro i candidati non sono molti». Nella speranza di tornare a lavorare con Attiva, la società che si occupa della pulizia della città dove ha già lavorato in passato, ieri si è presentato al Carlton anche Roberto Faieta, 56 anni, disoccupato. «Mi accontento di fare qualsiasi cosa. Certo non aspiro a posizioni elevate, anche considerata l’età, e non sono preoccupato. Ma le mie speranze sono tutte per Attiva: sto aspettando il concorso, per provare a rientrare». Con lui si è presentato alla giornata promossa da Lidl anche un ex collega Massimiliano Luisi, 49 anni. Ci hanno provato entrambi. Luisi «non è fiducioso ma tento», dice lui stesso. «Ci faranno sapere tra 15 giorni», quando arriverà la comunicazione sull’esito del colloquio, sia in caso di ammissione a un altro incontro sia in caso di “bocciatura”. Nulla lo lascia perplesso di questa giornata perché ha «lavorato 17 anni nei supermercati» e sa «come funziona». Da un mese è rimasto senza occupazione Vito De Benedictis, 43 anni. «Ho fatto il magazziniere e spero che mi richiamino nell’azienda per cui ho lavorato, ma non è sicuro». Nel frattempo tenta altre strade. «Qui ci sono tante persone più giovani di me, quindi la concorrenza è molta. Ma io ci provo perché la voglia di lavorare c’è. E anche la speranza di farcela».

