In città benedice la nuova casa del Pescara

26 Ottobre 2017

Lotti definisce il progetto «bellissimo». Poi annuncia: «Ora bisogna pedalare per realizzare l’impianto»

PESCARA. È un progetto «bellissimo, che fa sognare». E crea «grande aspettativa nel mondo del calcio e nella città. Ora però bisogna correre, pedalare, per la sua realizzazione. Siamo a un punto di partenza, non di arrivo». È il ministro dello Sport Luca Lotti a benedire il progetto del nuovo stadio che, dice, «si inserisce perfettamente nella riorganizzazione del mondo del calcio», dopo un ventennio in cui gli impianti sportivi «sono stati dimenticati dalla politica». Il cambiamento è già iniziato con i progetti lanciati per altri stadi, e qui pubblico e privato camminano insieme, dice soddisfatto il ministro. Ora si devono «controllare i passaggi» futuri e il governo farà la «sua parte» aggiunge Lotti. Risponde così a un appello del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, il quale chiede di «entrare nell’agenda di riflessione a livello nazionale» e, nello stesso tempo, fa notare che le risorse «sono mobilitate dal privato», il che è un «valore».
Più che a uno stadio, il Comune ha pensato «dal 2014 a una struttura polifunzionale capace di attrarre gente 7 giorni su 7. E ora si immagina anche una rivoluzione per la trasportistica pubblica», aggiunge il sindaco Marco Alessandrini. A fianco al lavoro per la nuova infrastruttura c’è quello per la «riqualificazione dello stadio Cornacchia e di tutta l’area», fa notare l’assessore Stefano Matteucci Civitarese, il che vuol dire che per Pescara si creano «due occasioni», come le definisce il progettista Giovanni Vaccarini. È lui a entrare nei dettagli, a parlare di uno «stadio verde», una «macchina complessa contenente la macchina sportiva. Un pezzo di città», sottolinea, «che deve essere vivo e usufruibile sempre, non solo nei giorni di gara». L’invaso dello stadio (con 21mila posti) sarà di 10 ettari, si scaverà il minimo possibile sul suolo, saranno assicurate la sostenibilità ambientale e l’accessibilità, oltre alle caratteristiche di visibilità. La pineta non sarà toccata, ma ampliata e protetta, e il fosso Vallelunga riqualificato. Ci saranno i parcheggi di scambio e una fermata ferroviaria e le possibilità di accesso saranno «moltiplicate».
Lo spazio commerciale sarà di 20mila metri quadri. Un intervento da 70 milioni di euro che assicurerà «molti posti di lavoro», dice il presidente del Pescara Daniele Sebastiani che parladi realizzazione «entro il 2019». E con un impianto così si potranno aumentare «del 50% i ricavi delle società al botteghino, che qui sono di 1,2 milioni di euro l’anno». Si intravede quindi una possibilità di crescita «sia per la città sia per il club». «Una grande occasione, non un sogno», dice Umberto Sgambati, amministratore delegato Proger, parlando della «Pescaresitudine del nuovo stadio, che porterà la regione nel mondo». (f.bu.)
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