In fiamme 40 ettari di vigneti e uliveti

Gli agricoltori circoscrivono la zona con i trattori per isolare il rogo. Il sindaco Di Bartolomeo: «C’è la mano di qualcuno»
BOLOGNANO. È andato avanti per ore, divorando vigneti, uliveti e sterpaglie, per circa quaranta ettari, l’incendio che attorno alle 13 di ieri è divampato in zona Colle Morto, a Bolognano, ed è arrivato a lambire Torre de’ Passeri. Per domare le fiamme è scesa in campo una squadra composta da una quarantina di persone, e solo attorno alle 16.30 l’allarme è rientrato, con lo spegnimento delle fiamme e l’avvio della bonifica, per evitare la ripresa del rogo.
Il sospetto che il rogo fosse doloso è sorto subito, in paese: il sindaco Guido Di Bartolomeo, che ha seguito sul posto tutte le operazioni di spegnimento, ha pensato dal primo momento che dietro potesse esserci la mano dell’uomo. «Lo temiamo, anche se speriamo il contrario», ha detto tracciando una prima stima dei danni che «non sono affatto trascurabili», ha proseguito sempre il primo cittadino. Di Bartolomeo ha visto scendere in campo anche gli agricoltori della zona, con i trattori, nel tentativo di tenere le fiamme lontane o di deviarle scavando dei solchi nel terreno. «Sono stati loro a lanciare l’allarme», ha fatto notare, «e la loro opera è stata davvero preziosa» mentre il vento continuava a soffiare sulla zona, senza dare tregua a chi era impegnato sul campo. Nel momento in cui le fiamme hanno cominciato a propagarsi ed è partita la segnalazione (è stata allertata anche la prefettura) si è mobilitato un piccolo esercito di persone, nel timore che le fiamme potessero raggiungere anche le abitazioni della zona, poi messe subito in sicurezza. A Bolognano, «sono intervenuti i vigili del fuoco, con diverse squadre a terra e due elicotteri, supportati dai volontari della Protezione civile regionale e da quelli della sezione Modavi di Bolognano e delle sezioni di Popoli, Penne e Lettomanoppello. C’erano anche i volontari della Misericordia di Scafa e sono giunti nell’area interessata dall'incendio anche i carabinieri della stazione di Scafa, oltre ai vigili del fuoco della Boschiva provinciale e regionale». Per ore, dalle 13, il lavoro è andato avanti senza sosta fino a quando, attorno alle 16.30, le squadre in azione hanno avuto la meglio. E tra la serata e la notte è stata garantita la sorveglianza, per scongiurare la ripresa del rogo (c’erano i vigili e la protezione civile). Il bilancio è pesante, considerate le colture perse. «È partito tutto da un focolaio e temo che sia l’opera di qualche burlone. Ma di questo si occuperà chi sta portando avanti le indagini», ha aggiunto il sindaco ringraziando il prefetto Giancarlo Di Vincenzo che si è informato personalmente sull’accaduto.
Di certo non si potrà contare sul supporto delle telecamere, per individuare un eventuale piromane. «Qui non ci sono telecamere», ha fatto notare il sindaco da Colle Morto. «Sono due anni che il Comune cerca di accedere ai finanziamenti ministeriali: siamo sempre in graduatoria, ma senza beneficiare dei fondi. Rilancio l’appello: qui c’è bisogno della videosorveglianza».

