In fuga con la pistola, tenta di investire le pattuglie

Notte da film da via Marconi a via del Circuito fino a Spoltore. Polizia e Finanza sparano alle gomme dell’auto: preso 46enne
PESCARA. L’inseguimento da viale Marconi fino a Spoltore, in via Prati. Lo speronamento di una pattuglia delle forze dell’ordine, impugnando una pistola. E poi il tentativo di investire un poliziotto e un finanziere, che hanno esploso alcuni colpi per fermare il 46enne in fuga. Sono scene da film quelle che si sono susseguite ieri notte tra Pescara e Spoltore, dopo l’alt imposto a un automobilista. Ma l’uomo ha ignorato i militari della Guardia di finanza e ha tirato dritto, ad alta velocità, fino a quando è stato costretto ad arrendersi ed è stato arrestato. M.E.M., che vive a Spoltore, dovrà rispondere di tentato omicidio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. È finito in ospedale, in attesa della convalida dell’arresto.
Agli occhi delle forze dell’ordine è apparso non sono aggressivo ma anche disorientato al punto che ha detto di sentirsi «Dio», di essere dotato di «poteri sovrannaturali» e di avvertire «la persecuzione delle mafie».
Tutto comincia attorno alle 3 e finisce dopo circa trenta minuti che devono essere apparsi lunghissimi a chi li ha vissuti e anche pericolosissimi, considerato che l’inseguimento si è sviluppato tra il centro di Pescara e il territorio di Spoltore. La Fiat Punto dell’uomo viene intercettata in viale Marconi da una pattuglia della Guardia di finanza. Nonostante l’alt dei militari, l’automobilista non si ferma, si allontana. Non lo intimorisce neppure il fatto che la pattuglia abbia attivato lampeggiante e sirena. L’auto di servizio delle Fiamme Gialle lo affianca, mentre la Punto attraversa via del Circuito e poi, da lì, via Fonte Romana. Nei brevissimi istanti in cui le auto sono a poca distanza una dall’altra, i finanzieri notano una pistola senza tappo rosso (solo successivamente si scoprirà che è la riproduzione di un’arma).
L’automobilista non ha intenzione di arrendersi e dimostra la sua caparbietà quando alla pattuglia dei finanzieri se ne aggiunge una seconda, sempre delle Fiamme Gialle, e poi altre ancora, della Volante, coordinate rispettivamente da Marco Toppetti e Davide Zaccone. Il 46enne arresta la corsa solo quando una “pantera” della polizia lo aggancia e lo sperona, per indurlo all’alt. Ma è solo una finta perché il conducente della Punto ingrana la retromarcia e cerca di investire un capo pattuglia della squadra volante dopodiché riparte e mette seriamente in pericolo anche il capo pattuglia della Finanza. A quel punto i due operatori esplodono alcuni colpi di pistola in direzione dell’auto, mirando agli pneumatici anteriori, sempre con l’obiettivo di convincere l’uomo a fermarsi. Un momento di massima tensione, eppure non è servito neppure questo a far riflettere il 46enne, a farlo ragionare sulla opportunità di mettere fine alla sua folle corsa, pericolosissima per altri eventuali mezzi in transito.
Nonostante i danni, la Punto riparte, superando senza grosse difficoltà un posto di blocco predisposto da un equipaggio della Volante proprio per cercare di impedirgli di proseguire. Allontanandosi, il 46enne getta dal finestrino la pistola e solo allora si scopre che è un giocattolo, dopodiché nei minuti successivi finisce in un terrapieno, nel territorio di Spoltore, sempre con le pattuglie alle costole. Non è ancora pronto alla resa e, scendendo dal veicolo, si oppone fisicamente alle forze dell’ordine che riescono a domare la sua aggressività con lo spray al peperoncino. Sotto l’effetto delle sostanze urticanti il 46enne – che non ha precedenti di alcun genere – si placa.
Viene arrestato e finisce in ospedale per una consulenza psichiatrica, come disposto dal pubblico ministero. Il bilancio è pesante, per i danni riportati dai mezzi di Finanza e polizia, e gli operatori feriti raggiungono il pronto soccorso per un controllo. Con la soddisfazione di aver concluso positivamente e in perfetta sintonia l’intervento.
(f.bu.)

