In lizza 21 professionisti per amministrare l’Aca

31 Agosto 2016

Sfida tra commercialisti e avvocati per prendere il posto di Di Baldassarre Il favorito è Leombroni (vicino a D’Alfonso), ma spuntano anche Ilari e De Michele

PESCARA. Sono 21 i candidati alla guida dell’Aca. Ieri è scaduto il termine per presentare le domande e concorrere per l’incarico del nuovo amministratore unico che succederà a Vincenzo Di Baldassarre, l’avvocato pescarese che era stato nominato nel 2013 per risollevare l’Aca da oltre 100 milioni di debiti e che adesso si avvia a uscire di scena lasciando un’azienda pubblica in concordato – caso unico in Italia – e con un bilancio in attivo di 5 milioni. A decidere chi sarà il nuovo amministratore saranno i sindaci dei 64 Comuni del Pescarese, Chietino e Teramano proprietari dell’Aca: il voto dell’assemblea dei soci è atteso entro il 10 settembre prossimo.

Leombroni c’è. Tra i favoriti c’è Giampiero Leombroni, 70 anni di Chieti, geometra in pensione, ex dirigente comunale a Pescara con Luciano D’Alfonso sindaco e attualmente commissario regionale dell’Arap. Leombroni a capo dell’Aca non è soltanto un’ipotesi: alla festa dell’Unità di Pescara, Leombroni è stato chiamato a parlare del ciclo idrico come relatore e ha ricevuto l’investitura di D’Alfonso. Leombroni – coinvolto dal 2008 nella stessa inchiesta su D’Alfonso e assolto proprio come il presidente Pd della Regione – è stato il primo a presentare la propria candidatura, giunta all’Aca il 16 agosto scorso. In passato, Leombroni è stato anche dirigente della Provincia di Pescara e della Toto spa.

L’ex direttore di Mascia. Tra gli altri ci sono anche Stefano Ilari, 50 anni di Pescara, già direttore generale del Comune con Luigi Albore Mascia sindaco; Carlo Spatola Mayo, 56 anni di Spoltore, tecnico dell’Arta e già candidato sindaco a Spoltore; Luigi Bonetti, 53 anni di Pescara, ragioniere e direttore del porto turistico Marina di Pescara fino al 2000. Hanno presentato domanda anche due componenti dello staff del sindaco di Montesilvano Francesco Maragno: Antonio Farchione, 49 anni di Montesilvano, e Giulio Geraci (45) di Montesilvano.

Tutti i candidati. Gli altri candidati: Marco De Rocco, commercialista, 44 anni di Pescara, già membro del collegio sindacale della Cosvega di Francavilla; Gianluca Di Marco, praticante avvocato, 34 anni di Pianella; Guido Felice De Luca, avvocato, 57 anni di Bisenti; Mirco Velluto, commercialista, 42 anni di Pescara; Mario Marzovilla, commercialista, 46 anni di Pescara; Domenico De Michele, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Pescara e già direttore di Attiva, 58 anni di Pescara; Fabrizio Calore, consulente del lavoro e già componente del Comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo sulla Spiaggia del 2015, 50 anni di Francavilla; Paolo Di Felice, geometra, 47 anni Pescara; Paolo Palombo, ingegnere, 57 anni di Pescara; Luciano De Nardellis, ingegnere, 69 anni di Isernia; Pietro Iavarone, commercialista, 53 anni di Montesilvano; Claudio Mizii, commercialista, 60 anni di Atri; Marco Desiderio Brullo, chimico e insegnante, 38 anni di Montesilvano; Fabrizio Salusest, commercialista, 58 anni di Pescara. L’ultima candidatura, Paolo Grugnale, avvocato, 52 anni di Penne, è arrivata alle 12,21 di ieri con 21 minuti di ritardo ed è a rischio esclusione.

Di Baldassarre. Tra i candidati non c’è l’uscente Di Baldassarre: l’avvocato esperto in diritto amministrativo, 54 anni, l’aveva annunciato dopo l’ultima assemblea dei sindaci del 27 luglio scorso parlando di un «compito finito» con l’omologa del concordato centrata nel 2015 e non ha cambiato idea. Se si fosse ricandidato, i sindaci Pd avrebbero potuto spaccarsi.

Corsa contro il tempo. Ora, il ricambio all’Aca sarà dettato dai tempi statutari: Di Baldassarre sarà decaduto dal 10 settembre ed entro quel giorno i sindaci dovranno scegliere il successore. Ma c’è un problema: l’Ato ha sospeso l’avviso pubblico per il nuovo amministratore e, adesso, c’è attesa per la prossima mossa dei sindaci dell’Aca (che, paradossalmente, sono gli stessi dell’Ato). A seguire si capirà se i sindaci Pd andranno avanti con l’amministratore unico o cambieranno con il ritorno a un presidente con il cda come richiesto dal sindaco di Francavilla Antonio Luciani, uno dei più vicini a D’Alfonso. In questo caso servirebbe un altro bando.

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