In ospedale tornano gli anziani ma sono gravi i giovani no vax

Sale l’età media dei ricoverati in area non critica, scende quella in terapia intensiva
Gli anziani immunizzati stanno tornando ad ammalarsi di Covid e a ricoverarsi insieme ai non vaccinati. Ma sono quasi esclusivamente questi ultimi, che hanno un’età più bassa, a finire in terapia intensiva.
Lo segnalano da giorni i medici in prima linea negli ospedali, ora c’è un dato a livello nazionale diffuso dall’Istituto Superiore di Sanità che lo conferma: quello sull’età media dei ricoverati, che è in crescita nei reparti di area non critica, ma in discesa in quelli di terapia intensiva.
Il segnale è chiaro: la copertura immunitaria di chi si è vaccinato per primo – cioè soprattutto gli ultraottantenni – sta scendendo ed è necessaria la somministrazione della terza dose per frenare l’aumento della pressione ospedaliera e l’impennata dei casi di quella che si sta mostrando come la quarta ondata del Covid. Ma gli anticorpi limitano comunque l’insorgenza di gravi complicazioni. Lo conferma anche Jacopo Vecchiet, primario del reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Chieti, secondo cui il sistema deve preparasi in fretta per gennaio, quando la terza dose sarà necessaria per una larga fetta della popolazione, quella che si è immunizzata in estate. Lo stesso primario invoca già la quarta dose del vaccino, modificata per le varianti del virus.
Questo, mentre il bollettino di ieri torna a parlare di una crescita proprio dei ricoveri e a segnalare anche tre nuove vittime delle complicanze del Covid: si tratta di una 88ennne di Chieti e di un 78enne di Scerni, oltre a un deceduto nei giorni scorsi e non contato finora nel bilancio regionale dei decessi per il virus.
I RICOVERI
«Una tendenza a una età mediana più bassa al passare del tempo può indicare un effetto positivo dei vaccini, che incidono maggiormente sulle persone più anziane», spiegano gli esperti dell’Iss accanto alle curve sull’età media dei contagiati e degli ospedalizzati. Non a caso, quando gli anziani in Italia erano pienamente immunizzati, l’età media dei ricoverati era di 20 anni più bassa rispetto a prima del vaccino.
Era luglio e la maggior parte degli ultraottantenni avevano ricevuto il vaccino da 4 o 5 mesi (il picco delle seconde dosi degli over 80 in Italia c’è stato il 4 aprile, in Abruzzo prima, il 26 marzo) ed erano pienamente immuni anche gli ultra settantenni e una parte degli ultrassessantenni. Poi, mentre si immunizzavano anche le altre fasce, lentamente l’età media dei ricoverati è tornata a crescere, fino a raggiungere i 67 anni del 5 novembre, ultimo dato fornito dall’Iss. Allo stesso modo è in crescita l’età media dei positivi. «La terza dose rappresenta un valore aggiunto», spiega il primario del reparto Chietino Vecchiet, «perché stiamo vedendo una crescita nei ricoveri, soprattutto tra gli anziani con diverse patologie. Ci sono anche quelli che hanno ricevuto il vaccino, segno del calo della copertura. Ma l’80% dei ricoverati non ha ricevuto il siero».
LE TERAPIE INTENSIVE
In controtendenza è invece l’età media dei pazienti in terapia intensiva, che si mostra in calo. Segno, tornando alle parole degli esperti dell’Iss, che almeno nei casi gravi il vaccino funziona ancora bene. «Anche se cala la copertura, resta una riserva anticorpale che difende da gravi danni», spiega Vecchiet, «però ci sono casi particolari di persone con diverse patologie a cui non basta». In terapia intensiva ci finiscono infatti soprattutto i non vaccinati. Lo ha messo nero su bianco lo stesso Istituto Superiore di Sanità, calcolando che a ottobre il 66,4% dei pazienti in rianimazione non era immunizzato. Di questi, quasi tutti della fascia tra i 40 e i 79 anni: ben 314 sul totale dei 370 no vax finiti in terapia intensiva in tutta Italia.
LA VACCINAZIONE
«Bisogna prepararsi per la campagna delle terze dosi del mese di gennaio, quando la perdita di copertura vaccinale potrebbe interessare la gran parte della popolazione», avverte Vecchiet ricordando l’importanza del richiamo extra, «io auspico addirittura una quarta dose, che possa limitare l’effetto delle varianti». Le Asl in Abruzzo si stanno preparando per la campagna di somministrazione della terza dose dal primo dicembre, che vedrà l’apertura anche per i quarantenni e i cinquantenni. Intanto, con i soli over 60, i componenti del personale sanitario e i fragili, in regione si sono raggiunte le 67.280 somministrazioni, in gran parte a agli ultraottantenni: sono ben 32.719 quelli con più di 80 anni hanno ricevuto la terza dose.
Poi ci sono i no vax: in Abruzzo sono ancora circa 170mila quelli che non hanno ricevuto il vaccino, in Italia quasi 9 milioni. «Io non sono convinto che siano tutti no vax: bisogna cercare di convincere chi ha i dubbi. Poi ci sono i giovani, per cui aspettiamo l’autorizzazione alla somministrazione», dice il primario chietino, che poi tocca il tema del Green pass: «quello ottenuto con il tampone ha dei limiti, perché ci si può contagiare un attimo dopo aver eseguito il test. Quindi non deve essere utilizzato come un lasciapassare, ma come un
IL BOLLETTINO
Ieri è tornato a crescere il numero dei ricoverati in area medica: più 4 pazienti in 24 ore, hanno fatto tornare il totale a 83. Dopo la crescita dei giorni scorsi, invece, è tornato a scendere il numero dei trattati in terapia intensiva, che ora sono 12.
Il bollettino regionale di ieri parla anche di un ritorno in salita, dopo il calo fisiologico della domenica, del numero dei nuovi contagiati in Abruzzo: 121 i nuovi positivi, trovati con il 4,05% degli 2.986 tamponi molecolari effettuati lunedì, a cui aggiungere i 13.365 test antigenici rapidi eseguiti per il Green pass. La più giovane dei nuovi positivi è una bambina di un anno dell’Aquilano, il più anziano un 93enne del Teramano. Nella provincia di Teramo ancora il maggior numero di contagiati di giornata: ben 56, tra cui gli 8 del Comune di Roseto che risulta il più colpito in Abruzzo nelle 24 ore in esame. E risale l’incidenza dei casi settimanali: sono 131 ogni centomila abitante per il Teramano. Viene poi l’Aquilano, con 23 nuovi casi e incidenza a 105. Poco dietro il Chietino con 21 contagi e incidenza a 48. Per il Pescarese, invece, 9 casi e incidenza di 52. Complessivamente, l’incidenza dell’Abruzzo arriva a 83, in leggera crescita e ancora sopra alla soglia di allerta.
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