In pensione dopo 40 anni il primario di Pediatria

15 Dicembre 2018

Festa in reparto per Giuliano Lombardi. «I bambini miei compagni di viaggio Lascio un gruppo di lavoro d’eccellenza, qua vengono a curarsi da fuori regione»

PESCARA. Dopo quarant’anni di servizio nell’ospedale civile di Pescara, Giuliano Lombardi, 68 anni, va in pensione. Il primario di Pediatria ha salutato ieri medici, infermieri, associazioni di volontariato e vertici della direzione aziendale, e lo ha fatto stretto nell’affetto dei “suoi” bambini. Entrato in servizio nel 1979, Lombardi dal 2012 è primario di Pediatria e nel 2018 è diventato capo dipartimento.
Come ha vissuto questi ultimi quarant'anni?
«Sono stati molto impegnativi ma li ho affrontati sempre col giusto entusiasmo. I miei compagni di viaggio sono sempre stati i bambini, sono loro l’anello più fragile della società, vanno protetti, e le loro sofferenze vanno prevenute, non solo quelle organiche ma anche quelle psicologiche».
Che cosa ha imparato in tanti anni a contatto con i più piccoli?
«Comunicare con i bambini e con le loro famiglie è la cosa più importante. Il pediatra deve capire dagli occhi del bambino se sta male o no, occorre una grande empatia e attenzione, bisogna saperli osservare e capire i genitori con poche parole. Sono nonno, ho una nipotina di 8 anni Vittoria, che naturalmente adoro. I bambini sono sempre stati la mia passione».
Esce dall’ospedale, ma non smette di svolgere la professione.
«Vado via per raggiunti limiti di età, ma continuo a fare il pediatra. Una delle cose che ha fatto diventare la Pediatria di Pescara un’eccellenza è in particolare la Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva pediatrica, e continuerò a portarla avanti. In ospedale lascio un gruppo esperto, all’altezza di situazioni complesse. Adesso i bambini vengono a curarsi qui anche da fuori regione, da Marche, Molise, Puglia».
Si sa già chi prenderà il suo posto?
«La scelta del successore la farà in tempi rapidi la direzione aziendale attraverso un concorso pubblico».
Che cosa le rimarrà nel cuore?
«Ho dato e ricevuto tanto sotto il profilo delle gratificazioni: sono diventato primario nella mia città, ma la cosa più grande è il sorriso di un bambino guarito».
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