In pochi anni oltre 860 nuovi ristoranti

9 Luglio 2019

Lo studio del Cresa vede il settore in crescita. Le donne sempre più protagoniste: gestiscono più in un quarto delle attività

L’AQUILA. Negli ultimi otto anni in Abruzzo le imprese della ristorazione con somministrazione registrate alle Camere di commercio sono aumentate del 26,3%, pari a 869 nuove attività, un dato di poco inferiore al +27,4% registrato dalla media nazionale, che colloca la nostra regione all’11° posto nella graduatoria delle regioni italiane nella quale emergono Sicilia (+50,5%), Campania (+39,8%) e Lazio (+37,3%).
UNO OGNI 315. È quanto risulta dai dati resi disponibili da Unioncamere ed elaborati dal Cresa, Centro regionale di studi e ricerche economico-sociali. Alla fine di marzo 2019 i ristoranti hanno raggiunto in Abruzzo le 4.169 unità, pari al 2,9% del totale nazionale, facendo rilevare un numero di abitanti per ristorante (circa 315) ben al di sotto della media italiana (circa 422). «Sebbene l’aumento di ristoranti abruzzesi sia poco inferiore a quello italiano», affermano dal Cresa, «rimane un settore molto attrattivo per le imprese considerando che nello stesso periodo il commercio al dettaglio ha subìto al contrario un lieve calo e che il settore degli alberghi e ristorazione in genere è aumentato in misura minore».
DONNE PROTAGONISTE. La composizione per forme giuridiche vede prevalere tra i ristoranti abruzzesi le imprese individuali (38,9%) seguite dalle società di persone (32,7%) e di capitali (27,6%) differenziandosi dalla situazione nazionale che mostra un maggiore peso delle società di capitali (32,6%). Più di un quarto (26,6%) dei ristoranti abruzzesi è guidato da donne mentre costituiscono quote minori quelli con titolari giovani e titolari stranieri (rispettivamente 12,9% e 9,67%).
CHIETI IN TESTA. L’Abruzzo emerge per una maggiore quota di imprese femminili e giovanili rispetto all’Italia (rispettivamente 25,5% e 11,9%). A livello provinciale non si evidenziano particolari differenze sebbene Chieti emerga con 1.095 ristoranti (26,3% del totale regionale) seguita a brevissima distanza da Pescara (1.029), L’Aquila (1.026) e Teramo (1.019). In relazione all’andamento osservato negli ultimi 8 anni risaltano Pescara (+32,1%) e Teramo (+31,0%) con valori migliori della media nazionale mentre L’Aquila e Chieti mostrano incrementi minori (rispettivamente +23,8% e +19,8%).
VINCE LA TRADIZIONE. La tipologia imprenditoriale risulta più strutturata a Pescara e Teramo dove le società di capitali, pur non raggiungendo la media nazionale, pesano di più (rispettivamente 31,2% e 29,3%). I ristoranti sono più frequentemente di tipo tradizionale a Chieti e L’Aquila dove le imprese individuali raggiungono le quote più elevate (il 43,7% e il 40,4%).
CHE COSA FA. Il Cresa rappresenta il sistema camerale abruzzese nel campo degli studi socio-economici. L’inizio della sua attività risale al 1968. Da allora, ininterrottamente, ha svolto un’intensa attività diretta ad evidenziare, analizzare e approfondire aspetti, temi e problemi della realtà regionale. L’economia abruzzese e la sua evoluzione costituiscono il tema centrale dell’attività di ricerca del Cresa. Il lavoro, svolto sulla base del proprio programma di attività e attraverso incarichi da parte di enti pubblici, si articola nel seguente modo: il Cresa è innanzitutto un osservatorio dell’economia regionale, quindi svolge studi e ricerche oltre che lavori su commessa tra cui spiccano il Piano di marketing urbano per la rivitalizzazione delle città medio-piccole e il Piano regionale commerciale. (c.s.)