In sala l’allucinato The Congress e l’imperdibile Locke

26 Giugno 2014

TERAMO. Si avvia a conclusione la 25ª stagione di Alternativa Cinema, rassegna d'essai della multisala Smeraldo di Teramo, che ha proiettato dall'autunno una trentina di titoli, per lo più premiati...

TERAMO. Si avvia a conclusione la 25ª stagione di Alternativa Cinema, rassegna d'essai della multisala Smeraldo di Teramo, che ha proiettato dall'autunno una trentina di titoli, per lo più premiati nei grandi festival internazionali. A questi si aggiungono le ultime cinque proposte, come sempre in programma il lunedì: il biopic su Yves Saint Laurent, il virtuosistico "Locke", il film di denuncia "Il venditore di medicine", la commedia sentimentale "Non dico altro" con l'ultimo Gandolfini, il lisergico "The Congress". Spettacoli alle ore 18 e alle ore 21.30, biglietto 5 euro.

Il 30 giugno è in scaletta "Yves Saint Laurent" di Jalil Lespert, franco-algerino come il geniale creatore di moda (YSL era nato a Orano nel 1936) morto nel 2008 dopo aver rivoluzionato l'haute couture. In un'annata in cui sono usciti più titoli dedicati alla vita e alle creazioni dello stilista, questo di Lespert è l'unico film a aver ricevuto benedizione e collaborazione di Pierre Bergé, socio e compagno di Saint Laurent, solida e insostituibile figura capace di dare all'ispirato ma fragile Yves fiducia e appoggio per spiccare il volo con una sua griffe dopo aver bruciato le tappe giovanissimo nella maison Dior. In questo ritratto centrato sugli anni cruciali dell'ascesa, il ventennio 1956-76, Yves Saint Laurent è interpretato con impressionante aderenza da Pierre Niney, attore della Comédie Française, mentre Pierre Bergé è affidato all'altrettanto bravo Guillaume Gallienne.

Il 7 luglio è in programma il britannico "Locke", film magnificamente diretto e interpretato, rispettivamente da Steven Knight e Tom Hardy. Un kammerspiel giocato tutto all'interno dell'abitacolo di un auto in tempo reale (rispettando anche la terza unità, di azione), seguendo il viaggio solitario e notturno da Birmingham a Londra del protagonista e le sue telefonate con altri personaggi. Non un semplice esercizio di stile, ma una vicenda avvincente, che conduce lo spettatore dentro le scelte risolutive di Ivan Locke: marito e padre, capomastro di una multinazionale edile atteso il giorno dopo in cantiere da una delicata fase, molla tutto per assumersi la responsabilità di una paternità extraconiugale.

Tormenti morali anche ne "Il venditore di medicine" (14 luglio). Al centro dell'opera seconda di Antonio Morabito il comparaggio, pratica illecita delle case farmaceutiche per imporre i propri prodotti corrompendo i medici con viaggi lussuosi mascherati da convegni, con computer e altre regalie. Bruno (Claudio Santamaria), informatore medico della Zafer, per non essere tagliato dalla capoarea (Isabella Ferrari) tenta il colpaccio, corrompere un primario di oncologia (Marco Travaglio).

Il 21 luglio ecco "Non dico altro", agrodolce commedia romantica di Nicole Holofcener che ci consegna postumo un autoironico James Gandolfini nel ruolo di un gentile single di ritorno e di mezz'età alle prese con una nevrotica coetanea anch'essa divorziata e insicura nel lanciarsi in una seconda chance sentimentale (Julia Louis-Dreyfus). L'aleggiare dell'ex moglie di lui, sentenziosa poetessa new age (Catherine Keener), non aiuta la nuova coppia.

Il 28 luglio chiusura con l'allucinato "The Congress" dell'israeliano Ari Folman ("Valzer con Bashir").

Metà live action, metà cartone psichedelico, il film vede Robin Wright interprete di se stessa. Attrice in crisi e mamma di un ragazzino a rischio cecità, Robin stipula un patto col diavolo Hollywood, cedendo per vent'anni i diritti su anima e corpo, scansionato, digitalizzato e utilizzato nei film a venire. Due decenni dopo, al congresso di futurologia (come s'intitola il racconto di Stanislaw Lem su cui il film poggia) Robin, avatar animato, si accorge che la fabbrica dei sogni si è spinta ben oltre, proiettando grazie alla chimica direttamente nella nostra mente la realtà che vorremmo vivere.

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