In tre anni la regione perderà ben 11 istituti La Cgil: è solo l’inizio

5 Agosto 2023

Nell’arco del prossimo decennio ci saranno 28mila alunni in meno Il segretario La Fratta annuncia ricorsi contro il piano del Governo

L'AQUILA . In tre anni l'Abruzzo perderà undici istituzioni scolastiche. Dalle 190 attuali si passerà a 179, stando all'attribuzione prevista dal Governo in base al numero degli alunni. «Ma si tratta solo dell’inizio», avverte il segretario generale Flc Cgil Abruzzo Molise, Pino La Fratta, «se il criterio verrà confermato, complice il costante decremento demografico, la nostra regione rischia ulteriori tagli: basti pensare che l’Istat ha stimato che, in Abruzzo, nei prossimi dieci anni si perderanno ulteriori 28.000 alunni». La problematica è stata al centro di un incontro tra l'assessore regionale alla scuola, Pietro Quaresimale, l'Ufficio scolastico regionale e le organizzazioni sindacali «per esaminare le criticità e le prospettive derivanti dall’attuazione delle nuove norme sul dimensionamento scolastico in Abruzzo». Lo stesso assessore Quaresimale ha espresso parere negativo in sede di Conferenza Stato - Regioni, tanto da ricevere rassicurazioni dal ministro dell'Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara sull’impatto che tale manovra avrà sul territorio regionale.
L’assessorato ha stabilito un cronoprogramma per la predisposizione del nuovo Piano di dimensionamento che prevede, entro settembre, la trasmissione alla Regione delle bozze dei piani provinciali, a metà ottobre la riunione del Tavolo tecnico istituzionale per l’esame dei piani e la successiva trasmissione alla Regione degli atti deliberativi delle Province. Entro il 30 novembre è prevista l'adozione della delibera di giunta per l'adozione definitiva del piano regionale della rete scolastica 2024-2025.
«Ribadiamo ferma contrarietà rispetto ai tagli che il Governo vuole operare», evidenzia La Fratta, «impugneremo il decreto che peggiorerebbe, inevitabilmente, l’offerta formativa. È inammissibile che il taglio al servizio scolastico venga connesso alla realizzazione del Pnrr: mentre aumenta la complessità dei compiti attribuiti alle scuole, si decide di accorpare gli istituti scolastici, accrescendo il numero complessivo degli alunni per ciascun istituto e classe. Non ci si può limitare ad assecondare la dinamica demografica e tagliare in proporzione al numero degli alunni».
La particolare conformazione territoriale dell’Abruzzo, la presenza di comuni montani, la mancanza di efficienti reti di trasporto, secondo la Cgil «rendono necessaria un’attenzione specifica al territorio. Per invertire la denatalità servono politiche a sostegno dell’occupazione stabile dei giovani e delle donne e investimenti idonei a garantire un migliore rapporto tra esigenze di vita e lavoro».
E rispetto alla delibera della giunta regionale, che fissa i criteri generali e il cronoprogramma del dimensionamento, la Flc Cgil ha ribadito come «sarebbe stato opportuno convocare le parti sociali prima di approvare tale atto. Oltre ad impugnare il decreto interministeriale attuativo, se non ci saranno modifiche», conclude La Fratta, «continueremo con ulteriori azioni di mobilitazione, presidiando tutti i tavoli di consultazione per limitare la portata di queste norme che, invece di investire, continuano a tagliare sul sistema scolastico».
©RIPRODUZIONE RISERVATA