In un anno più 1.238 morti e meno 8.685 residenti

25 Giugno 2021

È uno degli effetti della pandemia, poco prevedibile o studiato: il crollo demografico. In Abruzzo, al 31 dicembre del 2020, la popolazione è stata inferiore del 6,7% rispetto all’inizio dello stesso...

È uno degli effetti della pandemia, poco prevedibile o studiato: il crollo demografico.
In Abruzzo, al 31 dicembre del 2020, la popolazione è stata inferiore del 6,7% rispetto all’inizio dello stesso anno che, uscendo dalle percentuali e andando nei numeri, sono ben 8.685 unità in meno. Inoltre per quanto riguarda i morti per Covid, in Abruzzo sono stati 1.238, corrispondenti al 7,6% del totale, valore più elevato di quello che si osserva al livello della Mezzogiorno. È stato il Cresa (Centro studi dell'Agenzia per lo sviluppo della Camera di commercio del Gran Sasso) a sviluppare la ricerca.
Lo studio ha certificato che gli effetti negativi prodotti dall'epidemia Covid-19 hanno amplificato la tendenza al declino della popolazione abruzzese che è in atto già dal 2013. In Abruzzo nel 2020 si è registrato il minimo storico di nascite (8.227) e il massimo storico (16.296) di decessi dal secondo dopoguerra ad oggi, con una forte riduzione dei movimenti migratori (-616).
Al 31 dicembre 2020, la popolazione residente in Abruzzo era di 1.285.256 unità, mostrando nel periodo in osservazione un deciso peggioramento del trend demografico (-4,1‰ nel 2018; -5,2‰ nel 2019 e -6,7‰ nel 2020). Il calo maggiore si è avuto proprio nell'ultimo anno. Per quanto riguarda l'andamento provinciale, si osserva che è L'Aquila, nell'ultimo anno, a riportare il più intenso decremento del -8,4‰, in lieve peggioramento rispetto al -8,3‰ del 2019 e più rilevante del -5,9‰ del 2018. Seguono Chieti (-6,4‰), che, dopo un affievolimento del calo nel 2019 (-4,8‰), vede peggiorare leggermente la variazione fortemente negativa del 2018 (-6,2‰), Teramo e Pescara, risultano entrambe in costante caduta negli ultimi anni (Teramo: -2,0‰ nel 2018, -4,6‰ nel 2019 e -6,9‰ nel 2020; Pescara: -2,1% nel 2018, -3,2% nel 2019 e -5,3‰ nel 2020). Cosa dicono questi numeri? Che la diminuzione di residenti riguarda tanto le zone interne quanto la costa. Inoltre c'è un altro dato che riguarda anche un aspetto economico-commerciale: il crollo dei matrimoni che sono stati 1.746 rispetto ai 3.800 del 2019, con una diminuzione pari al -54,1% superiore al calo nazionale del 47,5%. Sono stati in particolare i matrimoni celebrati con rito religioso a calare in misura maggiore rispetto a quelli civili.