In un anno quattrocento parti con 4 ginecologi

2 Gennaio 2015

PENNE. Luci e ombre continuano ad addensarsi sul punto nascita di Penne destinato a scomparire per effetto di una riorganizzazione su base nazionale che prevede la chiusura delle strutture al di...

PENNE. Luci e ombre continuano ad addensarsi sul punto nascita di Penne destinato a scomparire per effetto di una riorganizzazione su base nazionale che prevede la chiusura delle strutture al di sotto dei 500 parti annui. La decisione finale è ancora oggetto di discussioni e valutazioni politiche. La Regione avrebbe il potere di derogare le normative ministeriali in considerazione della marginalità geografica e della inefficiente viabilità a servizio del bacino di utenza che abbraccia l’area vestina e parte della provincia teramana, argomenti non ritenuti sufficienti dai vertici regionali.

Intanto, fioccano proteste e prese di posizioni da parte degli amministratori locali e dei comitati cittadini intenzionati a non lasciarsi scippare anche questo importante servizio sanitario, da sempre fiore all’occhiello dell’ospedale pennese San Massimo. Al di là delle numeriche direttive ministeriali, vanno messe in evidenza alcune criticità del reparto materno-infantile di Penne, dove da tempo il personale medico è sotto organico: non esiste infatti una guardia medica attiva e manca la figura del neonatologo. I 4 ginecologi presenti sono però riusciti ad assicurare nel 2014 circa 400 parti, a fronte degli 8 medici di Atri, con un numero di nascite solo di poco superiore.

Timori e perplessità crescono nell’utenza anche guardando in prospettiva: se la chiusura divenisse realtà tutte le gestanti dovrebbero convergere sul reparto di Pescara, gravato dai suoi problemi logistici e di sovraffollamento che ne minano la sicurezza.

Se Penne continua a essere oggi un punto nascita fisiologico, dove si portano a termine gravidanze senza rischi, a Pescara sono convogliate tutte le urgenze o i casi con complicazioni. Chiudendo Penne, l’ospedale comunque dovrà garantire il trasporto di bambino in utero (Stam) o, in caso di necessità, il trasporto della madre e bambino con neonatologo e culletta termica (Sten). (c.f.)

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