In un giorno 100 telefonate: «Scendi o faccio un macello»

7 Novembre 2021

Il 48enne arrestato sotto la sede di lavoro della ex, che perseguitava da mesi Aveva il divieto di avvicinamento. La donna, terrorizzata, ha chiamato la polizia

PESCARA. Era talmente ossessionato dalla ex compagna che, in un giorno solo, era arrivato a farle più di cento telefonate. E questo fra giovedì e venerdì. Dopo l’ennesima chiamata, alla richiesta della donna di smetterla, erano partite anche le minacce. Di qui la richiesta d’aiuto della donna al 113 e l’arresto per il 48enne della provincia di Pescara. L’uomo è stato posto ai domiciliari in attesa dell’udienza di convalida. Per la vittima, forse la fine di un calvario che durava da anni.
Venerdì mattina, fortemente provata dalla situazione, dopo aver ricevuto dall’uomo ancora telefonate, mentre era al lavoro, ha deciso di rispondere. E lui le ha detto di trovarsi sotto la sede del suo posto di lavoro: «Scendi subito, altrimenti vengo io e faccio un casino». Parole di fronte alle quali la donna, imbarazzata, lo ha raggiunto in strada, pregandolo di lasciarla in pace. Ma lui, per tutta risposta, le ha fatto intendere che non solo non se ne sarebbe andato, ma che avrebbe aspettato la fine del suo turno di lavoro. A questo punto, temendo per la sua incolumità, la donna ha chiamato la polizia. Nel giro di pochi minuti, sul posto sono arrivati i poliziotti della squadra Volante diretti da Paolo Robustelli, a cui ha raccontato, sconvolta, quanto appena accaduto, e la storia con il 48enne.
Una storia iniziata nel 2016, in cui da subito era venuta fuori la gelosia esagerata dell’uomo e il suo carattere irascibile e ossessivo, tanto che dopo non molto la donna aveva deciso di lasciarlo. Da quel momento, lui ha cominciato a minacciarla, a mandarle messaggi, a farle telefonate e ad appostarsi nei luoghi da lei frequentati. In alcune occasioni è arrivato ad alzare le mani, mandandola al pronto soccorso. Violenze alternate a richieste di scuse e a promesse di non comportarsi più in certi modi. Ma a settembre 2019, esasperata da questa situazione, la donna si è rivolta alla polizia. E il questore, alla luce di quanto emerso dalle indagini, ha emesso un provvedimento di ammonimento orale, vietando all’uomo di avvicinarsi a lei. Anche per via delle restrizioni dovute alla pandemia, per un po’ era stato lontano. Ma terminato il lockdown, ha ripreso a perseguitarla peggio di prima fino all’insistenza dell’ultimo mese.