In un libro la vera storia di Lordi eroe antifascista dimenticato

9 Maggio 2014

VASTO. Un incontro fortuito che innesca un racconto destinato a andare lontano, volando alto sui cieli del pianeta Sahara degli anni Venti. Poi a Nanchino, nella Cina che preparava le sue svolte...

VASTO. Un incontro fortuito che innesca un racconto destinato a andare lontano, volando alto sui cieli del pianeta Sahara degli anni Venti. Poi a Nanchino, nella Cina che preparava le sue svolte epocali e infine nel buio di un confino nel Meridione illuminato da grandi sprazzi di umanità, per finire nella penombra di sangue delle Fosse Ardeatine tra le oltre 300 vittime della follia nazifascista. È la vita di Roberto Lordi ricostruita da Guglielmo Mariani in "Roberto L. - L'altra faccia della Resistenza", romanzo pubblicato da Armando Curcio che sbarca anche in Abruzzo con la prima delle due presentazioni (l'altra è in programma all'Aquila il 27 maggio alla Maccarrone libri) a Vasto alle 18 di oggi alla Società operaia di mutuo soccorso in corso De Parma .

Relegato in quella pretesa oscurità della Storia, preparata con cura dal regime mussoliniano per tutte le coscienze critiche maturate nelle periferie del potere che avevano resistito alla fascistizzazione totale, il generale della Regia aeronautica e medaglia d'oro al valor militare Lordi è al centro di una narrazione che lo riporta in vita partendo da pochi frammenti d'archivio e altre carte che Mariani, medico internista e ora anche prolifico scrittore, ha messo insieme per restituire corpo, voce e idee a una figura dimenticata, inghiottita nell'uragano del grande dramma italiano cominciato nel ’22. Copertina volutamente retrò con un Lordi ritratto accanto a un Fiat CR.42 della Regia, ancora un biplano con molta tela mentre le vere potenze dell'epoca avevano già compiuto il passo verso i monoplani metallici, il romanzo è moderno e rigoroso. «Di Lordi non è rimasta traccia», spiega Mariani, «già nell'archivio storico dell'arma aeronautica, rimaneggiato pesantemente dai tanti che fecero scomparire documenti per coprire ogni evidenza dei loro misfatti in vista della nuova Italia che si preparava. Quasi per un paradosso», racconta l'autore, «il generale viene menzionato negli archivi recuperati dell'Ovra, la polizia fascista che lo perseguitò fino alla fine, dopo che negli anni Trenta il suo nome era stato annoverato tra i balbiani, quei "perdenti" della cerchia di Italo Balbo allontanato nel 1933 dall'Italia nel nuovo ruolo di governatore della colonia libica». Chi era Lordi in realtà? «Sicuramente non un eroe nel senso oggi comunemente associato al termine», annota l'autore, «ma un sognatore con radici forti nella realtà, un uomo vissuto nella rettitudine e in coerenza con le proprie idee».

Francesco Blasi

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