In un mese dosi dimezzate Brucchi: non ci preoccupa

Da 13mila al giorno si scende a 6mila, ma otto persone su dieci sono protette
PESCARA. Vaccini dimezzati nell’arco di un mese in Abruzzo, ma è un dato che non preoccupa in vista del raggiungimento dell’immunità di gregge. «È un aspetto fisiologico», conferma il referente per la campagna di vaccinazione Maurizio Brucchi, «siamo vicini ad immunizzare l’80 per cento della popolazione. E in questa fase stanno venendo a vaccinarsi anche gli indecisi, anche se resta ancora un piccolo zoccolo duro di convinti no vax. Ma in una campagna vaccinale di massa è normale che ci sia un calo in prossimità del traguardo dell’immunità di gregge».
Secondo le ultime previsioni, e con una media mobile a 7 giorni di 5.185 dosi, l’Abruzzo dovrebbe raggiungere l’80 per cento di vaccinati il 26 settembre.
IL CALO. Tornando al calo dei vaccini, fa impressione il confronto con i dati di un mese fa: il 6 agosto l’Abruzzo ha somministrato 10.674 dosi. Esattamente un mese dopo, il numero è sceso a 6.225. Dati che, se rapportati agli ultimi giorni di luglio, mostrano una discesa ancor più evidente. L’Abruzzo, infatti, era riuscito anche a sfiorare le 16mila dosi quotidiane.
LE PRIME DOSI. L’aspetto confortante, riguarda il numero di prime dosi: ne sono state fatte 3.866 solo lunedì. E ormai da diversi giorni rappresentano più del 50 per cento delle somministrazioni quotidiane, con picchi di oltre 5mila ogni giorno. Un aspetto che fa sorridere il referente Brucchi: «In questo momento c’è una priorità di prime dosi e proprio per questo non siamo preoccupati. Le seconde dosi sono poche perché abbiamo vaccinato tantissimo a luglio. Stanno correndo a vaccinarsi soprattutto i giovani tra i 12 e i 16 anni e questo ci fa ben sperare per le scuole. Se si vaccinasse anche quel 10 per cento di professori non vaccinati (di cui solo il 4 per cento non ha nessuna dose) potremmo riaprirle in totale sicurezza».
L’UNICA STRADA. Nonostante il dato sulle vaccinazioni sia diminuito sensibilmente, il referente Brucchi ci tiene a rimarcare un concetto chiave: «Ad oggi nessuno dei ricoverati nei reparti di Rianimazione è vaccinato. Si tratta di no vax oppure di vaccinati con una sola dose. Gli studi confermano che, con le due dosi, si è protetti dalle forme gravi di polmonite. Lo dimostra anche il fatto che l’ospedale di Teramo ha appena accolto un primo intubato (dopo diverso tempo) in Rianimazione. E non aveva completato le due vaccinazioni».
TERZA DOSE. Dopo aver raggiunto l’agognata immunità di gregge, l’obiettivo successivo sarà l’immunizzazione dei fragili con una terza dose: «L’Abruzzo è pronto», sottolinea Brucchi, «ma bisogna capire dove verrà fatta questa terza dose. E soprattutto che cosa ne sarà dei centri vaccinali: se dovranno continuare a vivere, a regime ridotto, oppure se toccherà ai medici di base e ai farmacisti farsi carico della somministrazione delle terze dosi». (d.b.)

