«Inaccettabile rinviare la Nuova Pescara»

5 Maggio 2022

Costantini (Azione): «Dalla Regione nessun aiuto economico in quattro anni». Il Pd: bisogna lavorare

PESCARA. «La Regione avrebbe dovuto versare 300mila euro l’anno, dal 2018, per finanziare tutte le attività propedeutiche alla fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore. In 4 anni non ha versato un centesimo e oggi si apprende che, per rimediare ai ritardi che ha intenzionalmente provocato, starebbe pensando a spostare la fusione al 2027». Così Carlo Costantini, consigliere comunale di Azione e promotore del progetto di fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore interviene in merito all'ipotesi di slittamento della data di istituzione del nuovo Comune (fissata al 2023) su cui starebbe lavorando la maggioranza in consiglio regionale. «Il presidente della Regione deve prendere formalmente le distanze da questa azione, che sarebbe di vero e proprio sabotaggio della volontà popolare. Deve essere chiaro a tutti che la macchina della fusione non è partita perché chi avrebbe dovuto si è rifiutato di mettere la benzina». L'appello di Azione, con il suo segretario regionale Giulio Cesare Sottanelli, è rivolto anche al Pd Abruzzo. «Batta un colpo», dichiara «anche rispetto a posizioni sconcertanti emerse dal circolo tematico sulla Nuova Pescara, in particolare da Tommaso Di Biase che prefigura addirittura una sorta di azzeramento, dimostrando di non conoscere le norme in campo». A intervenire è la sezione cittadina del Pd, attraverso Nicola Maiale, segretario Federazione Pd Pescara, Antonio Caroselli, segretario unione comunale del Pd, Umberto Coccia e Francesca Carnoso, presidente e componente del direttivo del circolo Pd la Nuova Pescara. «È necessario che le lancette che scorrono dal referendum del 2014 siano riempite di lavoro, che peraltro ha ad oggi in istruttoria parlamentare, grazie anche al nostro lavoro fondamentale, 90 milioni di euro funzionali al processo. Un lavoro orientato alla più funzionale possibile fusione fra le diverse amministrazioni». Fermamente contraria al rinvio anche l'associazione di consiglieri comunali emeriti, guidata da Mario Sorgentone. «Le motivazioni addotte sono artificiose. Non è accettabile che a distanza di 4 anni dalla legge regionale, contraddistinti da una quasi totale elusione degli adempimenti propedeutici alla fusione, si chieda un'ulteriore proroga. I rinvii sono utili se servono per completare le azioni in itinere. Perché sia credibile, è necessario che i Comuni comincino subito ad unificare alcuni servizi importanti». (m.pa.)
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