Incendi: 53 alberi della riserva dannunziana sono da abbattere, ferite gravi su altri 48 / VIDEO

4 Agosto 2021

Il bilancio al termine della commissione Ambiente. Il Comune chiede lo stato di emergenza

PESCARA. Sono 53 gli alberi "irrimediabilmente compromessi" dall'incendio che domenica scorsa ha devastato la pineta di Pescara e che, in base alla stima degli uffici tecnici comunali, dovranno essere abbattuti con urgenza. Il primo passo compiuto dal Comune è la richiesta dello stato di emergenza attarverso una delibera approvata oggi in giunta.

L'obiettivo dell'amministrazione del sindaco Carlo Masci è di ripristinare la viabilità intorno alla Riserva naturale dannunziana, a partire da via della Bonifica, già da domani sera. Dopo il gravissimo rogo che ha distrutto il lotto 5
della Riserva naturale e in parte i comparti 4 e 3, è il momento della stima dei danni da parte degli uffici tecnici comunali, coordinati dall'ingegnere Giuliano Rossi. Oltre ai 53 alberi giudicati da abbattere, altre 48 piante presentano "segni di ferite gravi" e dovranno quindi essere monitorati "perché potenzialmente pericolanti". In questo caso, prima di procedere con la loro eventuale rimozione, i tecnici suggeriscono di temporeggiare per verificare se le piante abbiano una possibilità di ripresa e se siano in grado di reagire allo stress termico subito. A renderlo noto è il presidente della commissione Ambiente del Comune Ivo Petrelli al termine della riunione di oggi (mercoledì 4 agosto).

Intanto la giunta comunale ha approvato nel primo pomeriggio la delibera che prevede la richiesta dello Stato d’emergenza (ai sensi dell’art.2 comma 1 della Legge n.225/1992) all’interno del territorio comunale e nello specifico nelle seguenti località: Pineta Dannunziana, Villaggio Alcyone, Colle Renazzo, Adriatica Nord (centro commerciale Globo) e zone limitrofe. Allo stesso tempo è stato dato mandato alle strutture organizzative di effettuare una ricognizione e un censimento dei danni subìti a seguito della calamità. Nelle more, quindi, della definizione della procedura da parte della Regione Abruzzo, il Comune di Pescara ha deciso di procedere a una prima ricognizione dei danni subiti dal patrimonio pubblico, dai privati e dalle attività economiche e produttive. 

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Il bilancio è ancora approssimativo e, fanno sapere i tecnici, è destinato inevitabilmente ad aggravarsi man mano che gli agronomi riusciranno a entrare nei vari comparti per cominciare a esaminare ogni singolo albero.

"Oggi la nostra urgenza - ha detto il presidente Petrelli - è salvare il salvabile e restituire ai cittadini la loro pineta. L'ingegner Rossi ha ufficializzato che già da lunedì 2 agosto sono state avviate le attività di somma urgenza per affidare la verifica di stabilità delle alberature coinvolte nell'incendio. I tecnici devono realizzare una verifica visiva e una verifica strumentale. Complessivamente sono 400 le alberature da sottoporre a indagine. Già ieri è stata consegnata al Comune la prima relazione che riguarda le piante a ridosso della viabilità lungo via Ignazio Silone, via della Bonifica e via Pantini, ovvero i tre assi stradali ancora chiusi al traffico da domenica. Trattandosi di una Riserva naturale sottoposta a vincolo
naturalistico e a vincolo monumentale-paesaggistico, la relazione è stata subito trasmessa alla Regione Abruzzo, ai
carabinieri forestali e alla sovrintendenza. Nel frattempo sono state avviate le procedure della somma urgenza per abbattere le piante irrimediabilmente compromesse dal fuoco e ormai ridotte a scheletri neri, e parliamo di 53 alberi che dovranno essere subito rimossi; si realizzerà invece una potatura chirurgica su altri 48 pini che comunque presentano dei segni gravi lasciati dal fuoco, ma prima di assumere decisioni più drastiche si è deciso di attendere per verificare se le piante hanno una capacità di reagire allo stress termico".