Incendiata una villetta di tre piani

Paura a Notarrocco. In lacrime il proprietario, presidente dell’associazione Abruzzesi in Svizzera: «Distrutti 40 anni di vita»
FRANCAVILLA. Brusco risveglio ieri mattina all'alba per i residenti di contrada Quercia Notarrocco a Francavilla al Mare per un incendio doloso che ha distrutto una villa di tre piani ubicata nell'omonima strada. L'allarme è scattato cinque minuti prima delle ore sei, quando una chiamata alla centrale operativa del 115 di Chieti ha segnalato la presenza di fiamme e fumo nell'abitazione al numero civico 10.
Pochi minuti più tardi sono giunti sul posto i vigili del fuoco che si sono trovati di fronte una situazione molto complicata: il rogo stava già interessando due dei tre piani della villa. Per questa ragione, hanno richiesto l'intervento dei colleghi di Ortona per un totale di quattro mezzi e dodici uomini al lavoro.
Sono state necessarie quasi sei ore di lavoro e circa quindicimila litri di acqua per riuscire a domare il fuoco. La potenza delle fiamme ha devastato sia l'interno sia l'esterno della casa, oltre al garage dentro al quale è andata distrutta un'automobile d'epoca, una Mg del 1946. La villa è stata dichiarata inagibile a causa degli ingenti danni provocati dalle fiamme che hanno fatto collassare i solai tra il pianterreno e il primo piano. Sul posto sono anche intervenuti i carabinieri del reparto Scientifico, che hanno rinvenuto diversi inneschi, mentre le indagini sul caso sono affidate ai militari della locale stazione guidati dal comandante Antonio Solimini che ascolteranno sia il proprietario sia i vicini di casa.
Ma quasi sicuramente si tratta di una ritorsione. I proprietari dell'abitazione, marito e moglie, proprio ieri stavano tornando in città dopo aver trascorso dieci giorni dai figli a Zurigo in Svizzera. «Ci hanno distrutto quaranta anni di vita e di sacrifici», racconta in lacrime Giuseppe D'Onofrio, ex presidente dell'associazione Abruzzesi in Svizzera, «avevo la Mg del 1946 nel garage e pensavo che il rogo fosse partito dalla batteria o da uno dei televisori per un corto circuito, ma mai avrei immaginato qualcosa di simile, è una cosa incredibile, più di questo una persona non la si può distruggere. Hanno spaccato tutto l'appartamento al piano terra». D'Onofrio, negli ultimi quindici anni, si è fatto promotore di una battaglia per il rispetto del divieto di transito dei mezzi pesanti sulla strada che da contrada Piane porta all'ingresso dell'autostrada passando proprio da contrada Quercia Notarrocco.
Lo scorso luglio, fu lo stesso D'Onofrio a raccontare al nostro giornale delle intimidazioni subite: «Qui ogni mattina presto, intorno alle 5 passano sia camion sia autobus generando vibrazioni e forti rumori che disturbano la quiete della zona. Inoltre, qui vivono molti anziani e bambini e di giorno, con il transito di questi mezzi pesanti, la situazione diventa molto pericolosa visto che non ci sono marciapiedi e che la larghezza della strada a doppio senso è di soli quattro metri. Da contrada Piane e dalla zona del cimitero, gli autisti di questi mezzi preferiscono passare da qui usando la strada come una scorciatoia al posto di percorrere poche centinaia di metri in più. Per questa mia battaglia mi hanno minacciato, bruciato l'auto e tirato un pugno al volto». Lo stesso D'Onofrio, dopo l'incendio di ieri, aggiunge: «Se fossimo stati appoggiati dal sindaco e dal Comune in questa nostra protesta, forse tutto questo non sarebbe accaduto».
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