Incendiato l’ingresso dell’Ater Il presidente: «Fatto gravissimo»

PESCARA. Un gesto di protesta, ma più probabilmente un atto intimidatorio dietro l'incendio appiccato ieri notte davanti alla sede dell'Ater in via Genova. Interessata dalle fiamme la saracinesca del...
PESCARA. Un gesto di protesta, ma più probabilmente un atto intimidatorio dietro l'incendio appiccato ieri notte davanti alla sede dell'Ater in via Genova. Interessata dalle fiamme la saracinesca del locale dell’Urp, quello in cui si ricevono i cittadini. Grazie all’intervento tempestivo dei poliziotti della squadra volante, si sono evitate conseguenze gravi, considerando che gli uffici dell’azienda si trovano in pieno centro, all’interno di un palazzo.
L’allarme alla centrale operativa del 113 è stato lanciato attorno alle 2.
Gli agenti, coordinati da Paolo Robustelli, sono riusciti a spegnere il rogo con il proprio estintore prima che le fiamme potessero prendere il sopravvento. Qualche istante dopo sono arrivati anche i vigili del fuoco, che ora si stanno occupando degli accertamenti tecnici.
Sull’origine dolosa, non ci sono dubbi: è stata trovata nelle vicinanze una borsa termica rigida, dentro la quale c’era del materiale, tipo carta, intriso di liquido infiammabile.
Adesso, anche attraverso gli impianti di videosorveglianza, si sta cercando di identificare il responsabile. Le telecamere presenti in quel tratto di strada pare che non siano puntate sulla saracinesca.
Le immagini registrate vengono comunque considerate fondamentali, così come quelle delle vie limitrofe per incastrare il responsabile.
Un gesto che il presidente dell’Ater, Mario Lattanzio definisce «increscioso».
«Abbiamo già presentato denuncia contro ignoti», afferma Lattanzio, «e spero si riesca subito a fare chiarezza. I dipendenti sono preoccupati e sorpresi. Una cosa del genere non era mai successa prima. L’Ente che gestisco sicuramente ha delle situazioni particolari, ma una cosa del genere non se l’aspettava nessuno. Se la polizia non fosse intervenuta all'istante non so cosa sarebbe accaduto. In questa zona, ci sono uffici, case e auto parcheggiate. Speriamo si sia trattato di una bravata, anche se il gesto sembra più di una persona non proprio normale. In ogni modo», conclude il presidente dell’Ater, «è sempre grave, non bello». (a.d.f.)
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