Incendio a Villa Serena: no alla transazione

26 Ottobre 2023

Il processo civile per la morte dei due pazienti: la clinica e l’assicurazione dicono no al risarcimento

PESCARA. Fumata nera nel processo civile in corso a Pescara sulla richiesta di risarcimento danni da parte delle famiglie dei due pazienti che il 20 maggio del 2019 morirono nell’incendio che si sviluppò nella stanza che occupavano nella struttura sanitaria “Casa di cura privata Villa Serena”.
Nell’udienza di ieri, davanti al giudice Rossana Villani, non è stato possibile trovare un accordo transattivo con i vertici della clinica e con la compagnia di assicurazione che hanno ritenuto irricevibili le proposte avanzate dai legali dei parenti delle due vittime: quella di Domenico Di Carlo (51 anni) e Amerigo Parlante (63 anni).
«Un atto gravissimo», lo definisce l’avvocato Walter Biscotti che assiste la famiglia Di Carlo, «il mancato riconoscimento del principio di responsabilità su quanto accaduto quella terribile sera. Non solo è un atto di una gravità inaudita», prosegue il legale, «ma di vera e propria viltà morale». Un concetto condiviso con l’avvocato Fernando La Rovere che assiste i familiari di Amerigo Parlante. «A questo punto», aggiunge Biscotti, «non ci resta che avviare un processo mediatico a carico dell’amministratore delegato della compagnia assicurativa, ma anche dei vertici della clinica nei confronti della quale stiamo preparando istanza di revoca di tutte le convenzioni con gli enti pubblici, perché una struttura che non è in grado di vigilare sui propri utenti e che si chiama fuori da ogni forma di responsabilità, non può avere alcun rapporto con le istituzioni». I legali hanno avviato la causa civile contro la clinica, chiedendo un risarcimento danni di 2 milioni di euro per quella drammatica vicenda. Nel ricorso, gli avvocati Biscotti e La Rovere scrivono: «L’accaduto è da ascriversi ad esclusiva responsabilità della struttura sanitaria Villa Serena», riportando anche due episodi che precedettero di pochi giorni quello mortale, dove si verificò un principio di incendio. Ma, dal punto di vista penale, va ricordato che l’inchiesta si concluse con una archiviazione in quanto non fu possibile individuare un responsabile. E infatti il giudice civile, nel corso dell’udienza di ieri, ha reso noto alle parti di aver richiesto le conclusioni emerse nell’inchiesta penale condotta dal pm Rosangela Di Stefano che, dopo un approfondito esame, una consulenza tecnica e dopo aver vagliato ogni aspetto, anche su sollecitazione dei legali delle vittime, chiese e ottenne l’archiviazione del procedimento.