Incendio distrugge il vivaio I sindaci: «Finestre chiuse»

15 Marzo 2019

Bruciano polistirolo e plastiche. Nella struttura c’era il museo delle farfalle

CITTA’ SANT’ANGELO. Fiamme che in pochi minuti avvolgono un capannone di 5000 metri quadrati e una densa colonna di fumo nero che minaccia l’ambiente e i residenti di Città Sant’Angelo e Montesilvano.
Il rogo, che ha tenuto con il fiato sospeso forze dell’ordine, amministratori e cittadini per un paio di ore prima di essere domato, è divampato nel primo pomeriggio di ieri in un capannone dell’azienda agricola Iommarini che fino a un paio di anni fa ospitava anche la Butterfly Farm, il centro museale dedicato alle farfalle, in via Aterno Pescara, nella zona di San Martino Bassa.
A sprigionare le fiamme, sulle cui origini le forze dell’ordine escludono il dolo, potrebbe essere stato un corto circuito degli impianti elettrici che, a partire dalla zona denominata avanserra di circa 513 metri quadrati, si è propagato avvolgendo materiale plastico e polistirolo fino a raggiungere le serre realizzate in metallo e vetro. Dopo le prime segnalazioni, dovute alla presenza di un’alta colonna di fumo ben visibile anche a diverse decine di chilometri di distanza, sono arrivati i vigili del fuoco del comando provinciale di Pescara con diversi mezzi e tre squadre giunte a Città Sant'Angelo da Pescara, Montesilvano e Penne, anche con personale Nbcr (squadra Nucleare batteriologica).
Dopo un paio di ore di lavoro, i vigili sono riusciti a spegnere l’incendio che ha però completamente distrutto il capannone, senza provocare feriti.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Città Sant’Angelo e Montesilvano, i carabinieri forestali, la polizia municipale, il personale della Asl e i tecnici dell’Arta, coordinati dal direttore Chiavaroli, che hanno prelevato tre campioni di aria e acque di spegnimento. I campioni sono già nel laboratorio del Distretto provinciale di Pescara, anche se per avere i risultati ci vorranno alcuni giorni.
Intanto, seppure dall’Arta non sia partita alcuna raccomandazione, i sindaci dei Comuni di Città Sant’Angelo, Gabriele Florindi, e di Montesilvano, Francesco Maragno, in via precauzionale, hanno preferito invitare i propri concittadini, soprattutto durante le ore del rogo: a tenere le finestre e le porte ben chiuse, a provvedere al lavaggio con acqua corrente dei davanzali e degli spazi comuni, a non raccogliere frutta e verdura coltivata nella zona dell’incendio e a non utilizzare l’acqua dei pozzi per l’irrigazione dei campi, almeno fino a quando non saranno resi noti i risultati delle analisi.
Infine carabinieri e Procura della Repubblica di Pescara devono ancora decidere se procedere, per motivi di indagine, al sequestro del capannone distrutto dalle fiamme.
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