Inchiesta per incendio boschivo: la procura vuol sentire i testimoni

Indagini affidate ai carabinieri forestali, due i punti di innesco che hanno divorato 35 ettari di terreno Il fascicolo è contro ignoti, ma l’ipotesi dolosa resta in piedi e c’è una pista che porta a un sospetto
PESCARA. Incendio boschivo. E' questa l'ipotesi di reato che il sostituto procuratore Fabiana Rapino ha scritto sul fascicolo aperto, al momento contro ignoti, per il rogo di San Silvestro che domenica scorsa ha distrutto circa 35 ettari di pineta in una delle zone più belle della città di Pescara.
LE CAUSE DEL ROGO Un devastante incendio che ha costretto la popolazione residente a lasciare le proprie abitazioni nella notte tra domenica e lunedì scorso e che ha provocato ingentissimi danni ad alcune ville della zona. Il pm Rapino vuole andare in fondo alla vicenda e quindi ha dato mandato ai carabinieri forestali, che hanno preso in mano le indagini, di approfondire ogni input investigativo alla ricerca delle cause dell'incendio, senza tralasciare una eventuale natura dolosa dell'incendio.
Sarà lei stessa ad effettuare nei prossimi giorni un sopralluogo sul posto per verificare di persona la portata dell'accaduto e rendersi conto dell'entità dei danni. E sarà sempre lei ad ascoltare quei testimoni che figurano nella prima informativa depositata ieri in procura dai carabinieri forestali del colonnello Annamaria Angelozzi.
LA RICOSTRUZIONE Una prima ricostruzione che non è certo esaustiva, ma che serve a restringere il campo d'azione. Potrebbero essere stati due i punti di innesco delle fiamme che hanno divorato quei 35 ettari di terreno arrivando a lambire anche il Paradiso Country House, un locale che nel pomeriggio di domenica scorsa, quando è scoppiato il vasto incendio, ospitava oltre 100 clienti che stavano festeggiando una ricorrenza.
STRADA VALLELUNGA In un primo momento, si era pensato addirittura che le fiamme potevano essere state appiccate da qualcuno che aveva intenzione di colpire proprio quel locale, ma poi, effettuando le indagini in maniera più approfondita, i forestali, esperti in questa materia, sarebbero riusciti a individuare, anche grazie a delle riprese dall'alto, due punti di innesco: uno vicino all'altro, situati però piuttosto distanti dal locale, lungo la strada Vallelunga, nei pressi del cimitero. Da lì sarebbero partite le fiamme, stando almeno ad alcune testimonianze di chi si trovava nelle vicinanze ed avrebbe notato bruciare delle sterpaglie. Il gran caldo di quella giornata, e soprattutto il vento caldissimo e forte che soffiava, ha poi fatto il resto trascinando in brevissimo tempo le fiamme alla vicina pineta che è poi esplosa, allargando il fronte del fuoco fino ad arrivare molto più in alto.
LE ZONE PIÙ COLPITE Interessate sono state le zone di strada vicinale Casa delle Monache, strada vicinale Valle della Chiesa e quella Specchioli. Ma al momento, nonostante che i carabinieri forestali sembra abbiano individuato una possibile pista che porterebbe a un presunto responsabile, il magistrato vuole capire bene i termini della questione e ascoltare personalmente i testimoni prima di iscrivere qualcuno sul registro degli indagati per incendio boschivo.
DISASTRO AMBIENTALE Si lavora, come ha sottolineato il magistrato, a tutto campo, senza tralasciare alcun elemento e vagliando qualsiasi ipotesi, per arrivare all'individuazione della causa di questo disastro ambientale che fortunatamente non ha fatto vittime se si escludono, purtroppo, due cani da pastore abruzzesi che non hanno avuto scampo.
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