Inchiesta sul cimitero, blitz in Comune Perquisizione informatica nei confronti dell’architetto Basile, accusato di corruzione: s’indaga su 34mila euro di versamenti

FRANCAVILLA. Blitz dei carabinieri negli uffici del Comune di Francavilla al Mare nell’ambito dell’inchiesta della procura di Chieti sul nuovo cimitero. I militari dell’Arma hanno eseguito un decreto...
FRANCAVILLA. Blitz dei carabinieri negli uffici del Comune di Francavilla al Mare nell’ambito dell’inchiesta della procura di Chieti sul nuovo cimitero. I militari dell’Arma hanno eseguito un decreto di perquisizione informatica e sequestro nei confronti di Maurizio Basile, teatino di 55 anni, architetto dell’ente, responsabile unico del procedimento per ampliare il camposanto e a capo del settore del municipio che si occupa di attività tecniche e ambientali, manutenzione del patrimonio e tutela della costa. Gli investigatori hanno raggiunto il luogo di lavoro e l’abitazione dell’indagato per acquisire, attraverso una copia forense, i dati contenuti nei computer e nel cellulare a lui in uso.
Nel fascicolo aperto dal sostituto procuratore Giancarlo Ciani sono ipotizzati, nei confronti di dieci persone, una sfilza di reati: dalla corruzione alla frode nelle pubbliche forniture, dalla gestione o realizzazione di discarica non autorizzata fino alla soppressione di cadavere, perché tra i rifiuti e l’amianto interrati sono stati trovati anche resti umani.
L’ultimo blitz è finalizzato a scoprire nella memoria dei dispositivi informatici eventuali documenti o comunicazioni di interesse investigativo inerenti i rapporti tra Basile e un altro indagato, Franco Antonio De Francesco, l’imprenditore 56enne di Isernia che stava eseguendo i lavori all’interno del cimitero. In base alle accuse, Basile non ha adottato azioni concrete per evitare che continuassero a essere sepolti i rifiuti. E tutto questo nonostante alcune segnalazioni parlassero chiaramente dell’interramento illecito di materiali. Secondo l’ipotesi investigativa, il prezzo della corruzione potrebbe essere rappresentato dagli incarichi lavorativi per circa 100.000 euro ricevuti da Matteo Basile (anche lui indagato), ovvero il figlio di Maurizio, da società riconducibili a De Francesco. L’architetto non ha comunicato all’ente la situazione di possibile conflitto di interesse.
Ora gli inquirenti indagano anche su circa 34.000 euro in contanti che, secondo verifiche bancarie, Maurizio Basile ha versato sui propri conti in un lasso di tempo ritenuto di interesse investigativo.
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