Incidente frontale nella notte: muore un’infermiera di 60 anni

Schianto tra due automobili in via Tiburtina intorno alle 4.30. Ferita una coppia di Bussi di 59 e 56 anni La vittima è Mariagrazia Di Stefano: lavorava al distretto sanitario di Sambuceto. Lascia due figlie
PESCARA. «Mamma single, infermiera specializzata. Amo viaggiare, leggere, cucinare, fare lunghe passeggiate». È la descrizione di Mariagrazia Di Stefano, 60 anni, affidata alla sua pagina Facebook. Una donna solare, allegra, piena di vita e con due figlie grandi che adorava. Una vita fatta di turni in corsia tra l’ospedale di Chieti e i distretti sanitari di Francavilla e Sambuceto, ma che per lei si è fermata nella notte tra sabato e domenica intorno alle 4.30 quando con la sua automobile, una Lancia Y, è andata a schiantarsi contro una Citroen C3 che viaggiava in direzione opposta in via Tiburtina, nel territorio di Manoppello.
Un drammatico incidente frontale che non le ha lasciato scampo. Inutili i tentativi di salvarla sia da parte di alcuni automobilisti di passaggio che hanno estratto il corpo dal mezzo sia dei soccorritori del 118 arrivati subito dopo. Il decesso è avvenuto sul colpo e la salma è stata portata all’obitorio di Pescara, a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli eventuali accertamenti medico-legali. Oggi, con tutta probabilità, si saprà se sarà disposta o meno l’autopsia. Nell’incidente è rimasta ferita anche una coppia di Bussi sul Tirino, lui 59 anni e 56 lei. L.S e L.P. sono stati entrambi trasportati in codice giallo al Pronto soccorso dell’ospedale civile. Le loro condizioni non sono fortunatamente gravi: la donna ha riportato, infatti, un trauma toracico, mentre l’uomo è stato ricoverato con un politrauma.
Tutta da chiarire la dinamica del sinistro. Sul posto, oltre al personale sanitario del 118, sono intervenuti anche una squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di Alanno per spegnere le fiamme che si sono sviluppate dopo lo scontro e per mettere in sicurezza la zona, e i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Popoli, coordinati dal capitano Carlo Colantoni, che si sono occupati dei rilievi. In base alle prime ricostruzioni, Mariagrazia Di Stefano era a bordo della Lancia Y che si è scontrata frontalmente in via Tiburtina, all’altezza del chilometro 208, con la Citroen C3 sulla quale viaggiava la coppia di Bussi. L’incidente è avvenuto sul territorio di Manoppello.
Mariagrazia era originaria di Luino, in provincia di Varese, e da molti anni si era trasferita a Pescara. I primi passi da infermiera li ha mossi nel reparto di Medicina della casa di cura Pierangeli, poi il trasferimento alla Asl Lanciano Vasto Chieti. Ha lavorato per diverso tempo a Malattie infettive, durante il periodo terribile della pandemia da coronavirus ha lottato in prima linea insieme agli altri camici bianchi e poi si è data da fare nel centro vaccinale per la somministrazione delle dosi anti Covid. «Era una persona solare, altruista e professionale», racconta una collega Matilde Zulli, «era favolosa, l’ho conosciuta 24 anni fa alla clinica Pierangeli e poi l’ho rincontrata durante i vaccini».
Cordoglio alla famiglia della giovane vittima è stato espresso anche da Irene Rosini, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Pescara a nome dell’intera categoria e dei colleghi che hanno lavorato con lei. «Conservo un ottimo ricordo di Mariagrazia», dice Rosini, «era una professionista che si è sempre battuta affinché venissero riconosciute le competenze professionali degli infermieri. Era molto attenta al riconoscimento sociale ed economico della nostra professione, ci siamo confrontate tante volte su questi aspetti. L’ordine provinciale ci tiene a far sentire la sua vicinanza alla famiglia».
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