Infanticidio, via libera alle intercettazioni

Accolta la richiesta del pm Papalia nel processo alla 21enne di Civitaquana. Il marito è parte civile
PESCARA. Si è costituito parte civile, ieri mattina nel tribunale di Pescara, il marito di Paola Palma, la 21enne di Civitaquana accusata di omicidio aggravato, occultamento di cadavere in concorso e calunnia, per la morte del figlio neonato.
L'uomo, 29 anni, di origine marocchina, separato dalla moglie, è assistito dall'avvocato Emanuele Calista, mentre la donna è difesa dall'avvocato Cinzia Morganella. Il giudice dell’udienza preliminare, Nicola Colantonio, ha inoltre accolto la richiesta di trascrizione di alcune intercettazioni telefoniche, avanzata dal pubblico ministero, Andrea Papalia. Nel corso della prossima udienza, in programma il 10 marzo prossimo, verrà conferito l'incarico al perito Caterina Del Zingaro.
I fatti risalgono a un periodo compreso tra la fine di gennaio e la metà di febbraio 2014. Secondo l'accusa, la ragazza, arrivata al settimo-ottavo mese di gravidanza, anche agendo in concorso con altre persone non ancora identificate, avrebbe provocato la morte del neonato immediatamente dopo il parto e, successivamente, ne avrebbe occultato il cadavere. Le indagini sono nate dal chiacchiericcio del piccolo centro in cui gli abitanti avrebbero notato la ragazza prima con la pancia e poi con il ventre più piatto. Restano aperti ancora vari interrogativi perché la giovane, durante i numerosi interrogatori, non avrebbe fornito collaborazione dando versioni diverse e confusionarie e ammettendo solo di aver abortito.
L'imputata, che per questa vicenda è stata anche arrestata, deve inoltre rispondere di calunnia in quanto, pur sapendolo innocente, avrebbe incolpato un amico dell'omicidio e dell'occultamento. La Palma fu sottoposta a fermo il primo aprile dello stesso anno da parte dei carabinieri della compagnia di Penne che si sono occupati delle indagini e scarcerata il 25 aprile.
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