Infiltrazioni, scatta la didattica a distanza

5 Dicembre 2021

Città Sant’Angelo. All’istituto Spaventa sospese le lezioni in presenza a causa di alcune aule inagibili

CITTÀ SANT’ANGELO. Alcune classi dell’istituto Spaventa trasferite nella biblioteca comunale, altre in didattica a distanza. Ma questa volta il Covid-19 non c’entra.
All’origine della sospensione delle lezioni in presenza, per alcune scolaresche dell’istituto angolano, disposta nei giorni scorsi dalla dirigente Lorella Romano, ci sono delle infiltrazioni che rendono inagibili le aule e che a breve saranno oggetto di lavori. Interventi che dovrebbero iniziare e terminare entro pochi giorni, come evidenzia il sindaco Matteo Perazzetti, il quale tuttavia esprime disappunto nei confronti della Provincia. «Abbiamo scongiurato la dad nonostante la pandemia, ma ce la siamo ritrovata a causa di rallentamenti della macchina amministrativa», commenta.
«Abbiamo fatto incontri, convocato riunioni, inviato missive, sollecitato gli organi competenti». Perazzetti rivela di aver incontrato i rappresentanti degli studenti e di aver sollecitato nuovamente l’ente provinciale. «Sono stato personalmente contattato dal responsabile tecnico della Provincia che mi ha assicurato una risoluzione immediata della problematica inerente alle infiltrazioni», prosegue. «Si deve fare ora, senza alcun ritardo o giustificazione. I ragazzi devono tornare nelle proprie aule e svolgere le attività in sicurezza e in un ambiente salubre». Ad accendere i riflettori sul problema dell’istituto Spaventa, anche il consigliere regionale Antonio Blasioli che venerdì ha effettuato un sopralluogo nella scuola accompagnato dalla preside e dai consiglieri Antonio Melchiorre e Catia Ciavattella. Oltre ai disagi dovuti alle infiltrazioni nell’ala est dell’edificio, Blasioli ricorda come l’ala ovest della scuola sia inagibile dal terremoto del 2016, nonostante i fondi per la sua ristrutturazione (circa un milione e 200mila euro) siano disponibili dal 2017. «L’appalto è partito solo nel 2021, con l’aggiudicazione il 14 aprile 2021», prosegue, spiegando che in 30 giorni si sarebbe dovuti passare al progetto esecutivo dei lavori, della durata di 240 giorni. «Ma al 3 dicembre 2021 i lavori non sono partiti perché manca il parere della Soprintendenza che ha ricevuto il progetto solo l’8 settembre e che ha 120 giorni per esprimersi».
Blasioli garantisce che «questa vicenda sarà una delle prime che i consiglieri provinciali porteranno in aula dopo le prossime elezioni». (a.l.)