Influenza, primo stop ai vaccini

18 Ottobre 2020

Le Asl di Chieti e Pescara avvisano i medici di base e pediatri: dosi già finite

Mancano le nuove forniture e le campagne di vaccinazione nelle Asl di Lanciano Vasto Chieti e Pescara subiscono il primo stop. L’invito a prevenire l’influenza in questa fase di emergenza Covid è stato raccolto dagli abruzzesi in modo massiccio, ma le dosi non bastano più e i manager Asl sono stati costretti a sospendere temporaneamente le vaccinazioni somministrate da medici di famiglia e pediatri. Con una nota hanno comunicato la novità a questi ultimi che ora dovranno avvisare i pazienti, soprattutto minori e anziani, pronti a recarsi negli studi per premunirsi. Critiche per la situazione venutasi a creare arrivano dal consigliere regionale Silvio Paolucci e dal sindacalista Walter Palumbo che chiedono all'assessore Nicoletta Verì di spiegare agli abruzzesi come stanno le cose.
NIENTE PIÙ SCORTE. «Siamo partiti in anticipo e abbiamo già vaccinato 40mila persone in provincia di Chieti, ma ora la generale carenza di dosi che affligge tutta Italia sta provocando rallentamenti nelle forniture anche alla nostra azienda. Tutto è dovuto alla mancata consegna da parte dei fornitori di una nuova tranche di dosi di vaccino». Così dice il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Thomas Schael che, pur avendo fatto in anticipo gli ordini, si è ritrovato senza vaccini da distribuire ai medici che ne avevano fatto richiesta. «La Asl Lanciano-Vasto-Chieti, prevedendo la maggiore richiesta aveva fatto gli ordini con un congruo anticipo per partire con la campagna di vaccinazione dal primo ottobre», evidenzia, «ma non si sarebbero aspettati di terminare le forniture. Abbiamo ricevuto i primi lotti, che sono stati puntualmente distribuiti ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta e ai nostri centri vaccinali per consentire le prime vaccinazioni alle categorie più esposte», continua il manager, «nuove consegne erano previste per lunedì 19 (domani) e per il 26 ottobre prossimi, ma abbiamo ricevuto dai fornitori la comunicazione che il termine non sarà rispettato». Stessa cosa è avvenuta alla Asl di Pescara dove domani dovevano arrivare delle dosi di vaccino da distribuire a medici di base e pediatri ma la ditta ha annunciato ritardi. La dirigente del Servizio Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica, Laura Pelino ha provveduto ad avvisare i medici di famiglia e i pediatri già pieni di appuntamenti spiegando che «ci sono problemi di approvvigionamento per tutti i tipi di vaccino. Lunedì era prevista una consegna di Vaxigrip (tipologia di vaccino) e mi è stato appena comunicato dall'azienda che non arriverà. In linea di massima dovremmo poter avere le dosi intorno alla metà di novembre. Anche per Prevenar (tipologia di vaccino) non ho la piena disponibilità delle 8mila dosi richieste, al momento me ne sono arrivate solo 3mila». Bisognerà quindi attendere prima di potersi sottoporre alla vaccinazione e questo preoccuperà soprattutto le persone maggiormente a rischio che si erano prenotate per potersi "immunizzare" quanto prima anche alla luce dell'emergenza coronavirus.
LE CRITICHE. Due giorni fa la notizia della carenza delle dosi di vaccini era stata nuovamente sollevata dal capogruppo regionale del Pd Paolucci che ha puntato il dito contro Marco Marsilio e la sua giunta accusandoli di «aver nuovamente commesso un grande errore. Nell’anno del Covid hanno infatti ordinato in ritardo (ultimi in Italia) una quantità di vaccini identica agli anni no-Covid. Gravissimo».
Sulla stessa lunghezza d’onda è anche il responsabile regionale Intesa sindacale Palumbo. «Solo pochi giorni fa l’assessore alla Salute della Regione Abruzzo Verì affermava che le coperture vaccinali sono allineate a quelle dell’Italia e gli obiettivi regionali sono molto ambiziosi», afferma Palumbo, «ma ecco che le Asl annunciano di non avere più a disposizione i vaccini antinfluenzali da distribuire ai medici di medicina generale e ai pediatri come viene comunicato dalla Asl di LancianoVasto-Chieti e Pescara».
«Adesso chiediamo che l’assessore alla Salute dica che per la vaccinazione si deve aspettare la fine di questo mese senza accusare i medici per la loro mancanza».